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I pro e contro dell'Olivicoltura Superintensiva PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniela Cuticchia   
sabato, 11 ottobre 2008 18:07

    Sei interessato all'argomento...Leggi anche: "L'evoluzione del Settore Olivicolo Italiano"
 

Quali sono i Vantaggi dell’olivicoltura superintensiva? 

   1. Il vantaggio più importante è rappresentato dalla possibilità di applicare un’integrale meccanizzazione delle operazioni di raccolta, attraverso l’uso delle macchine scavallatrici adottate per la vendemmia meccanica. In tal modo si otterrebbe una notevole riduzione dell’impiego della manodopera, divenuta in questi ultimi anni sempre più carente e onerosa, ed allo stesso tempo un contenimento dei costi di produzione, con conseguenti vantaggi per gli olivicoltori europei, che dal 2013 in poi, si ritroveranno con un regime di aiuti comunitari ridotto o assente;

2.   Da non sottovalutare la riduzione delle operazioni di potatura;

3.   L'otteniento di oli extra vergini d'oliva estramamante competitivi sul mercato internazionale.

Quali sono i dubbi e le incertezze nell’introduzione di questo nuovo modello?

   1.   Notevoli dubbi sussistono sull’andamento del processo produttivo della pianta dal 10° anno in poi.

   2.   La conservabilità nel tempo delle strutture portanti della pianta (asse centrale e rami) per facilitare il lavoro svolto dalla macchina di raccolta.

   3.   Un argomento da non sottovalutare è il mantenimento dell’habitus vegetativo malgrado le spinte nutrizionali a cui sono sottoposte le piante. In questo caso, bisognerebbe conciliare le cospicue quantità di concimi e di fitofarmaci impiegate, con il mantenimento in equilibrio dell’ecosistema e dovrebbero essere recepite le norme della politica agricola comune, tutte indirizzate verso criteri di coltivazione improntati alla compatibilità ambientale.

   4.   Un’altra incertezza, anch’essa di particolare rilevanza, è rappresentata dalla qualità dell’olio, la quale, è caratterizzata da oli a bassa acidità, grazie alla raccolta effettuata direttamente dalla pianta e alla trasformazione realizzata in tempi brevi, ma è risaputo che i parametri merceologici non sono gli unici per la caratterizzazione della qualità di un olio; ne occorrono altri, chimici, nutrizionali e organolettici, che non è detto che le cultivar utilizzate posseggano.

   5.   E’ difficile immaginare scenari olivicoli in Italia come quelli Spagnoli, in quanto, quest’ultimi presentano superfici investite vastissime e dominate da pianure o colline dolcissime; mentre in Italia si nota una certa frammentazione fondiaria ed i terreni destinati agli oliveti sono maggiormente collinari, spesso con significative pendenze, e solo in minima misura pianeggianti. Queste condizioni causerebbero difficoltà nell’impiego della macchina scavallatrice in oliveti, ad orografia accidentata o estensivamente limitati, in quanto avrebbe ben diverso rendimento, se non addirittura mancherebbe di economicità.

   6.   Anche le condizioni climatiche più umide e fredde, insieme al microclima creato dalla coesistenza di tante piante tra loro vicine e le operazioni irrigue, potrebbero costituire un ostacolo all’adozione del sistema superintensivo, soprattutto con impiego di cultivar estere, per il determinarsi di condizioni più favorevoli allo sviluppo dei parassiti più pericolosi e dannosi (specialmente mosca e occhio di pavone che prediligono ambienti umidi).

Continua a leggere: " La conversione al Superintensivo ed opinioni sulla qualità del prodotto"

 
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