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La conversione al Superintensivo ed opinioni sulla qualitą del prodotto PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniela Cuticchia   
sabato, 11 ottobre 2008 18:18

   Per capire meglio di cosa si tratta...Leggi anche: "I pro e contro dell'Olivicoltura Superintensiva" 

Quali sono i consigli da seguire per la conversione al modello superintensivo?

L’agricoltore che intende convertirsi a questo tipo di coltura, dovrà fare i conti con un investimento iniziale superiore di 3-4 volte rispetto a quello richiesto dal metodo tradizionale, ma il vantaggio è che le cultivar adatte all’olivicoltura superintensiva sono già produttive al terzo anno (circa 30/50 q/ha) e al quinto sono in piena produzione (circa 80/120 q/ha).

Inoltre, è consigliabile coltivare un oliveto superintensivo preferibilmente in pianura o su terreni semipianeggianti (dove la macchina raccoglitrice possa lavorare senza ostacoli e con la massima efficienza); mentre le distanze di impianto possono variare da m 4,0, 3,75, 3,50 fino ad un minimo di m 3 tra le file, mentre sulla fila possono oscillare da m 1,35 ad 1,50 e raramente possono essere adottate distanze di m 2,00, ovviamente si tratta sempre di valori approssimativi da adattare alle variabili condizioni pedo-topografiche del territorio.

Meglio un prodotto di qualità certificata o di qualità generica?

L’aspetto varietale è di importanza strategica per l’Italia, quindi sarebbe bene valutare la compatibilità del modello superintensivo con l’ottenimento di produzioni integrate e/o biologiche, che ci permettono di avere specificità e tipicità della produzione, ma soprattutto una certificazione di qualità per l’olio prodotto, che consente di conferirgli valore aggiunto e competitività sul mercato. Pertanto c’è da chiedersi con non poca preoccupazione, se la migliore qualità degli oli prodotti nel nostro paese, potrà reggere di fronte alla competizione esercitata dagli oli prodotti col nuovo modello superintensivo, che nel giro di qualche anno potranno invadere i nostri supermercati, a prezzi sensibilmente più bassi dei nostri.

Inoltre nella nostra realtà è preferibile puntare su un prodotto di qualità o sulla filosofia della produttività quantitativa, basata su valori merceologici ed obbediente alla logica economica; a tal proposito si potrebbe aprire un ampio dibattito, incentrato  soprattutto sul concetto di “Tutela Ambientale” valore da noi considerato molto importante e fortemente «raccomandato» dalla politica agricola comunitaria.

 
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