
Le ultime quotazioni disponibili indicano un extravergine all’origine tra 4,20 e 4,55 euro/kg. La minore produzione attesa in diverse zone pugliesi potrebbe sostenere il mercato, ma giacenze elevate e maggiore offerta spagnola frenano le prospettive di recupero.
Il prezzo dell’olio extravergine di oliva in Puglia arriva all’inizio della campagna 2026/2027 con nuovi segnali di debolezza. Le ultime rilevazioni disponibili mostrano ribassi a Brindisi, Lecce, Taranto e Foggia, mentre Bari mantiene una quotazione stabile.
La domanda è se l’arrivo dell’olio nuovo e una raccolta attesa in diminuzione in diversi territori possano invertire la tendenza. Un recupero è possibile, ma non può essere dato per scontato: il mercato deve confrontarsi con le scorte disponibili e con le prospettive produttive degli altri Paesi.
Quanto costa l’olio extravergine in Puglia
La pagina delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva, verificata il 4 ottobre 2026, riporta questi ultimi valori per le piazze pugliesi:
| Piazza | Prezzo all’origine | Variazione settimanale indicata | Data o periodo |
|---|---|---|---|
| Bari | 4,55 €/kg | 0,0% | 21 settembre 2026 |
| Bisceglie | 4,55 €/kg | Non disponibile | IV settimana di settembre 2026 |
| Brindisi | 4,20 €/kg | −8,7% | 24 settembre 2026 |
| Foggia | 4,25 €/kg | −4,5% | 24 settembre 2026 |
| Lecce | 4,20 €/kg | −8,7% | 24 settembre 2026 |
| Taranto | 4,20 €/kg | −8,7% | 24 settembre 2026 |
Sono prezzi all’origine espressi al chilogrammo, non prezzi delle bottiglie al dettaglio. L’aggiornamento della pagina al 4 ottobre non significa che tutte le piazze abbiano una rilevazione di ottobre: per la Puglia i dati riportati si riferiscono ancora a settembre.
Il movimento più marcato riguarda Brindisi, Lecce e Taranto, scese da 4,60 a 4,20 euro/kg nell’ultima rilevazione. A Foggia il prezzo passa da 4,45 a 4,25 euro/kg. Bari resta invece a 4,55 euro/kg. I valori sono confermati dal listino ISMEA Mercati.
L’andamento: prezzi più che dimezzati rispetto a settembre 2025
Il confronto con lo storico settimanale archiviato nel portale evidenzia una flessione profonda. Nella quarta settimana di settembre 2025 Bari e Bisceglie quotavano 9,43 euro/kg, Foggia 9,38 euro/kg e Brindisi, Lecce e Taranto 9,60 euro/kg.
Confrontando la stessa settimana del 2026, la diminuzione calcolata è di circa il 52% a Bari e Bisceglie, il 55% a Foggia e il 56% nelle altre tre piazze.
La discesa non si concentra soltanto nelle ultime settimane. A Bari, la media delle rilevazioni settimanali passa da 6,50 euro/kg a gennaio 2026 a 4,55 euro/kg a settembre: un calo del 30%. Sono elaborazioni dello storico ISMEA presente nella pagina, riferite alle singole piazze e non a una media regionale ponderata.
Le giacenze possono frenare il prezzo dell’olio nuovo
Un elemento centrale per interpretare il mercato è la disponibilità di prodotto già nei magazzini.
Secondo Coldiretti Puglia, le giacenze di extravergine di origine italiana presenti nella regione ammontavano a 38.694,76 tonnellate al 23 settembre 2026, contro 7.029,76 tonnellate al 30 settembre 2025. Il confronto, riferito a date leggermente differenti, indica un aumento del 450,4%. Si tratta di una specifica categoria di prodotto, non del totale di tutti gli oli stoccati in Puglia.
Sul piano economico, scorte elevate possono attenuare l’effetto di una raccolta più scarsa: gli acquirenti continuano ad avere disponibilità alternative mentre arriva la nuova produzione.
Conta però anche la composizione delle giacenze. Quantità, qualità, origine e destinazione commerciale determinano quanto l’olio già disponibile possa effettivamente sostituire quello nuovo. Il solo volume stoccato non permette quindi di prevedere il prezzo di ogni partita.
Produzione pugliese attesa in calo, con differenze territoriali
Le stime diffuse da Coldiretti a settembre descrivono una campagna disomogenea. L’organizzazione prevede diminuzioni intorno al 40% nel Foggiano e nel Tarantino, del 20% nelle province di Bari e BAT e superiori al 40% nel Brindisino.
Fa eccezione il Leccese, per il quale viene indicato un aumento di circa il 60%, collegato all’entrata in produzione dei nuovi impianti realizzati dopo i danni della Xylella. Sono stime territoriali dell’organizzazione agricola, non risultati definitivi della raccolta né un unico dato di variazione per tutta la Puglia.
Una disponibilità inferiore di olio nuovo potrebbe sostenere le quotazioni, soprattutto per le partite più richieste. L’effetto dipenderà tuttavia dai quantitativi effettivamente prodotti, dalle rese e dalla domanda.
La produzione spagnola pesa sulle prospettive
Il mercato pugliese deve confrontarsi anche con l’offerta internazionale. Il Ministero dell’Agricoltura spagnolo ha pubblicato il 1º ottobre una prima previsione di 1.602.596 tonnellate di olio per la campagna 2026/2027, con un aumento del 23% rispetto alla precedente.
La stima comprende 1.261.200 tonnellate in Andalusia. Il Ministero precisa che i dati sono preliminari e potranno cambiare in funzione del meteo e delle rese effettive.
Se confermata, questa maggiore disponibilità potrebbe esercitare pressione sui mercati dello sfuso. È una valutazione economica: l’olio pugliese conserva caratteristiche e mercati propri, ma non è isolato dalla concorrenza delle altre origini.
Previsione del prezzo dell’olio in Puglia: gli scenari per ottobre e novembre
Dai dati disponibili emerge un mercato ancora sotto pressione, senza una ripresa generalizzata già dimostrata dalle quotazioni. Per le prossime settimane si possono delineare tre scenari, da considerare come analisi editoriale e non come previsioni ufficiali ISMEA.
| Scenario | Condizioni che potrebbero favorirlo | Possibile effetto |
|---|---|---|
| Stabilità su livelli contenuti | Le scorte compensano la minore produzione locale e la domanda resta moderata | Quotazioni vicine ai livelli recenti |
| Ulteriore ribasso | Vendite accelerate per esigenze di liquidità e abbondante offerta internazionale | Nuova pressione sui prezzi all’origine |
| Recupero selettivo | Raccolta inferiore alle attese, disponibilità limitata delle qualità richieste e acquisti più sostenuti | Rialzi per alcune partite e piazze |
La lettura più prudente è che giacenze e offerta internazionale possano limitare, nel breve periodo, la forza di un eventuale rimbalzo. La minore raccolta pugliese rappresenta un possibile sostegno, ma non basta da sola a garantire aumenti.
Non ci sono elementi sufficienti per indicare con affidabilità un prezzo preciso dell’olio nuovo a novembre. Anche le quotazioni di settembre non vanno automaticamente interpretate come offerte per la produzione 2026/2027.
Cosa osservare nelle prossime rilevazioni
Per capire se il mercato sta cambiando direzione saranno decisivi i quantitativi realmente moliti, le rese, l’evoluzione delle scorte e i prezzi delle prime transazioni dell’olio nuovo.
Un segnale di recupero più solido sarebbe rappresentato da rialzi ripetuti in più piazze, accompagnati da una domanda capace di assorbire il prodotto disponibile. Fino ad allora, l’avvio della campagna pugliese resta segnato da una tensione: meno produzione attesa in diversi territori, ma disponibilità complessive che continuano a pesare sul mercato.




