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Protesta a Bitonto: 300 agricoltori bloccano la SP231 per il prezzo dell’olio in calo

Prezzo dell’olio in calo, protesta a Bitonto: 300 agricoltori bloccano la SP231

Trattori e manifestanti allo svincolo per Palombaio. Gli olivicoltori chiedono sostegni immediati, maggiore tracciabilità e interventi sui costi. Il sindaco Ricci propone un confronto con una delegazione dei produttori.

La crisi dell’olivicoltura arriva sulla strada provinciale 231. Dalle prime ore di lunedì 5 ottobre 2026, circa 300 agricoltori hanno occupato lo svincolo Bitonto–Palombaio, nel Barese, per protestare contro il calo dei prezzi dell’olio e l’aumento delle spese aziendali.

Il presidio, con trattori e cartelli, è stato sorvegliato dalla Polizia di Stato. A promuovere la mobilitazione è il Comitato Rivolta Olivicoltori. Tra gli slogan esposti, «Non chiediamo elemosina, chiediamo dignità»: una richiesta di condizioni economiche che permettano ai produttori di continuare a lavorare.

Prezzi dell’olio e costi: perché gli agricoltori protestano

Al centro della manifestazione c’è la distanza crescente tra quanto costa produrre e quanto viene riconosciuto agli olivicoltori.

Marco Loconte, indicato dalle cronache come uno dei promotori, denuncia un prezzo dell’olio passato da circa 9 a 4 euro al chilogrammo, mentre aumentano le spese per gasolio, concimi e altre voci produttive. Le cifre sono quelle riferite dai manifestanti e non costituiscono una quotazione uniforme per tutti gli oli e tutte le piazze pugliesi.

La protesta arriva all’inizio della raccolta, quando le aziende devono decidere se sostenere nuovi costi per raccogliere e molire le olive. Anche l’agricoltore e divulgatore social Michele Monopoli, presente al presidio, ha richiamato il rischio che per alcuni produttori la raccolta non risulti economicamente conveniente.

Le richieste: stato di crisi, sostegno al reddito e stoccaggio

Il Comitato chiede il riconoscimento dello stato di crisi del comparto olivicolo-oleario, accompagnato da un piano straordinario nazionale e da un fondo dedicato.

Le rivendicazioni comprendono la sospensione per almeno dodici mesi delle rate dei mutui e del credito agrario, strumenti per rinegoziare i debiti con garanzie Ismea, agevolazioni contributive e un sostegno straordinario per ettaro di oliveto.

Gli agricoltori domandano inoltre interventi sulle spese di carburante, energia, irrigazione e raccolta, insieme all’attivazione dello stoccaggio privato dell’olio. Sul fronte delle importazioni chiedono una revisione dei contingenti dai Paesi terzi in sede europea e l’introduzione del documento di trasporto elettronico per tracciare gli spostamenti di olive e olio.

Il sindaco di Bitonto: un confronto e misure urgenti

Al presidio è intervenuto il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci, che ha indicato nelle giacenze di olio presso frantoi, cooperative e depositi una delle emergenze da affrontare.

Ricci ha proposto un incontro in municipio con una delegazione dei produttori per formalizzare le richieste di sostegno al reddito. Ha inoltre annunciato un ordine del giorno urgente in Consiglio comunale per sollecitare misure straordinarie, richiamando il rischio di abbandono dei campi e le difficoltà dei giovani imprenditori agricoli.

Il Comitato olivicoltori e cittadini Conca barese riferisce la promessa di un tavolo con alcuni sindaci del territorio, fra cui quelli di Terlizzi e Ruvo di Puglia.

Il confronto istituzionale annunciato rappresenta quindi un primo passaggio: i produttori attendono risposte concrete prima di affrontare le spese della nuova raccolta.

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