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Oleastro di Inveges su tela

L’Oleastro de Inveges su tela: Arte e Miti sotto l’Ulivo delle Fate

Martedì 30 dicembre, alle ore 10:30, il monumentale Oleastro de Inveges di Sciacca è il protagonista di una giornata dedicata all’arte, alla storia millenaria e ai sapori autentici della terra agrigentina. In un’atmosfera sospesa tra il fascino del solstizio d’inverno e l’attesa del nuovo anno, artisti e appassionati sono invitati a partecipare a un’estemporanea di pittura en plein air ai piedi di uno degli alberi più antichi e leggendari della Sicilia.

L’evento, organizzato dall’associazione Terre di Dedalo APS, intende celebrare questo patriarca della natura, noto non solo per la sua imponenza scultorea ma anche per le leggende che lo circondano, come quella delle “fate” che, si dice, abitino le sue intricate cavità.

L’accesso  è libero e verrà offerto un rinfresco all’ora di pranzo dall’organizzazione per i partecipanti prenotati all’estemporanea. Prenotazioni e dettagli sono disponibili sulla piattaforma Terre Sicane o contattando l’associazione Terre di Dedalo APS al 3334617556

Il Programma della Giornata
  • Ore 10:30 – Accoglienza e Radici: Registrazione dei partecipanti presso il sito dell’Oleastro. La giornata inizierà con un’esperienza sensoriale: una degustazione tecnica di Olio Extra Vergine di Oliva, per scoprire le note aromatiche e i legami profondi tra il frutto e il territorio agrigentino.

  • Ore 11:00 – L’Estemporanea: Inizio della sessione di pittura. I partecipanti avranno il compito di catturare su tela le torsioni del tronco, i giochi di luce tra le fronde argentee e l’energia ancestrale che l’Oleastro emana. L’associazione metterà a disposizione i materiali di base (tele e colori acrilici), pur lasciando agli artisti la libertà di utilizzare i propri strumenti preferiti. 

  • Ore 13:00 – Convivialità d’Inverno: Un momento di pausa con un pranzo a sacco condiviso, durante il quale verrà offerto il tradizionale “pane cunzato” con olio fresco e origano, un omaggio ai sapori semplici della tradizione contadina.

  • Ore 15:30 – Esposizione e Congedo: Conclusione dei lavori e allestimento di una piccola mostra temporanea all’aperto, dove le opere realizzate dialogheranno direttamente con l’albero che le ha ispirate.

 

Dipingere l’Oleastro de Inveges il 30 dicembre non è solo un atto artistico, ma un rito di fine anno. È un invito a rallentare, a osservare le rughe del tempo scolpite nel legno e a trarre ispirazione dalla resilienza di questo guardiano silenzioso. Mentre la natura riposa, l’arte si accende, trasformando un monumento naturale in una visione cromatica condivisa.

 


L’evento è inserito nelle manifestazioni di Agrigento Capitale della Cultura 2025, patrocinato dalla Città di Agrigento e dalla Regione Sicilia. Organizzato da Terre di Dedalo APS e la rivista Olio-Extra-Vergine.it come media partner.

 

 


L’Oleastro è un simbolo di Identità terriroriale

Oggi l’Oleastro de Inveges è protetto e censito tra gli Alberi Monumentali d’Italia. È diventato un simbolo per la comunità di Sciacca ed associazioni come Terre di Dedalo, ne promuovono la conoscenza attraverso eventi culturali e artistici.

Visitarlo non significa solo vedere un albero, ma entrare in contatto con una linea temporale che va ben oltre la vita umana. È un invito alla riflessione sulla nostra responsabilità verso l’ambiente: se lui è riuscito a restare in piedi per 800 anni, il nostro compito è assicurarci che possa farlo per i secoli a venire.
Gli alberi originariamente erano due. Accanto all’albero attuale ci sono i resti dell’originale Oleastro, di 2000 anni, bruciato agli inizi del duemila (probabilmente a causa di un incendio doloso, dopo una serie di tentativi andati a vuoto negli anni precedenti e che avevano già bruciato gli alberi circostanti).

Il Fascino del Mito: L’Albero delle Fate

Nella tradizione popolare saccense, l’Oleastro de Inveges è avvolto da un’aura di mistero. È conosciuto localmente come “l’albero delle fate”.

    • Le Leggende: Si narra che nelle notti di luna piena, o in momenti particolari dell’anno, le cavità del tronco diventino porte per un altro mondo. Esseri soprannaturali, spiriti protettori della natura, abiterebbero la sua ombra.

    • L’Energia: Chi lo visita riferisce spesso una sensazione di pace e di “presenza”. Non è raro trovare piccoli segni di devozione popolare o ammirazione silenziosa ai suoi piedi, poiché l’albero è percepito come un genius loci, un custode spirituale del territorio.

La sua Architettura Naturale

L’Oleastro colpisce immediatamente per le sue dimensioni ciclopiche. Non cresce in altezza come un pino o un cipresso, ma si espande con una forza orizzontale e volumetrica che incute rispetto.

    • Il Tronco: La sua base è un intrico monumentale di nodi, cavità e protuberanze. La corteccia è profondamente solcata, simile a una pelle antica e rugosa che ha visto passare i secoli. Il fusto principale sembra composto da più cordoni legnosi che si intrecciano come muscoli in tensione, testimoniando la lotta millenaria contro il vento e le intemperie.

    • La Chioma: I rami, contorti e sinuosi, si protendono verso l’esterno creando un’ampia cupola d’ombra. Il fogliame, tipico dell’olivastro, è più piccolo e coriaceo rispetto all’olivo coltivato, di un verde argenteo che brilla sotto il sole siciliano, riflettendo la luce in modo metallico.

    • La Scultura Vivente: Molte delle sue branche presentano torsioni a spirale, un fenomeno che sembra quasi una scelta estetica della natura, rendendo l’albero una vera e propria scultura dinamica che cambia forma a seconda dell’angolazione da cui la si osserva.

Il suo Valore Storico e Scientifico

Dal punto di vista botanico e storico, l’Oleastro è un reperto inestimabile:

  • Età Millenaria: le tradizioni locali riferivano un’età di 2000 anni per l’albero madre (un po’ più basso) e di 800 anni per l’albero figlio”, più alto
    Dopo l’incendio che ha distrutti l’albero madre, agli inizi del 2000, sono stati effettuate delle analisi scientifiche che confermano la stima di età di 800 anni dell’albero attuale.

  • Resistenza Genetica: Essendo un oleastro (ulivo selvatico), possiede una robustezza superiore alle varietà domestiche. È un serbatoio di biodiversità, un sopravvissuto che ha resistito a siccità estreme, parassiti e ai mutamenti agricoli che hanno trasformato il paesaggio circostante.

 

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