
Il MASAF ha firmato il decreto di riconoscimento del Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’Olio Extra Vergine DOP Valle del Belice. Alla nuova realtà vengono affidate le funzioni di promozione, valorizzazione, vigilanza e tutela della denominazione, insieme all’informazione del consumatore e alla cura degli interessi della filiera.
Un nuovo passaggio per l’olio extravergine della Sicilia occidentale: il decreto del 13 ottobre 2026, protocollo n. 0557238, riconosce il Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’Olio Extra Vergine DOP Valle del Belice. Il provvedimento è firmato dal dirigente del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Pietro Gasparri.
Il testo completo è consultabile nella nostra pagina dedicata al decreto di riconoscimento del Consorzio dell’olio DOP Valle del Belice.
Valentina Blunda alla guida del nuovo Consorzio
Il Consorzio è presieduto da Valentina Blunda ed è stato costituito nel giugno 2025.
La presidente presenta il riconoscimento come un’opportunità per favorire l’aggregazione dei produttori e sviluppare progetti di promozione. Tra gli obiettivi indicati figurano anche la vigilanza e la difesa del valore del prodotto, per contrastare le speculazioni e rafforzare il legame economico con il territorio.
Il decreto indica la sede legale a Castelvetrano, in via F. Centonze n. 20/A. L’istanza di riconoscimento è stata presentata il 27 gennaio 2026 e acquisita dal Ministero il giorno successivo.
Quali funzioni vengono affidate al Consorzio
Il riconoscimento attribuisce al Consorzio le funzioni previste dalla normativa per la DOP “Valle del Belice”: promozione, valorizzazione, vigilanza, tutela, informazione del consumatore e cura generale degli interessi della denominazione.
L’articolo 2 stabilisce che gli atti del Consorzio con rilevanza esterna devono riportare gli estremi del decreto. Questo serve a rendere riconoscibile il soggetto incaricato dal Ministero per la denominazione e a distinguerlo da altri enti che rappresentano gli interessi dei propri associati.
Per i produttori, il ruolo consortile può offrire uno spazio di coordinamento per comunicare l’origine dell’olio e promuovere la denominazione. È una prospettiva di lavoro: il riconoscimento, da solo, non determina un aumento dei prezzi né introduce un prezzo minimo di vendita.
La rappresentatività verificata dal Ministero
Il decreto dà conto della verifica dei requisiti necessari al riconoscimento. Gli olivicoltori presenti nella compagine sociale rappresentano almeno il 51% della produzione controllata nel periodo significativo di riferimento; i soci rappresentano inoltre almeno il 35% dei soggetti della categoria inseriti nel sistema di controllo.
Si tratta di soglie riferite alla filiera certificata interessata dal provvedimento, non alla totalità degli olivicoltori o dell’olio prodotto nella Valle del Belice. La verifica si basa sulle informazioni trasmesse dal Consorzio e dalla struttura di controllo RINA AGRIFOOD.
L’olio Valle del Belice DOP: territorio e Nocellara
La denominazione è registrata dal 2004: il nuovo decreto riguarda il riconoscimento del Consorzio, mentre la protezione dell’olio esiste già.
Il disciplinare individua sei comuni del Trapanese: Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna, Poggioreale, Salaparuta e Santa Ninfa.
La cultivar principale è la Nocellara del Belice, prevista negli impianti per almeno il 70%. Possono concorrere altre varietà dell’areale, tra cui Biancolilla, Cerasuola, Giarraffa, Buscionetto, Santagatese e Ogliarola Messinese, entro il restante 30%.
Il profilo descritto dal disciplinare comprende un fruttato da medio a intenso, con sensazioni di amaro e piccante da leggere a intense. La denominazione identifica quindi un’origine e precise regole produttive.
Tutela consortile e certificazione: due ruoli distinti
La funzione di vigilanza del Consorzio va distinta dai controlli sulla conformità alla DOP. Il provvedimento ministeriale relativo ai controlli autorizza RINA AGRIFOOD S.p.A. per la denominazione “Valle del Belice”, con durata triennale a decorrere dall’11 ottobre 2025.
Il riconoscimento del Consorzio non sostituisce dunque il sistema di controllo previsto per la produzione certificata.
Durata dell’incarico e ripartizione dei costi
L’incarico consortile ha durata di tre anni dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto. Il provvedimento prevede la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’entrata in vigore il giorno seguente: la data della firma non va quindi confusa con quella di decorrenza dell’incarico.
Il decreto disciplina anche i costi delle attività affidate al Consorzio. I soggetti inseriti nel sistema di controllo della DOP appartenenti alla categoria individuata dal provvedimento devono sostenerli secondo i criteri normativi richiamati, anche se non aderiscono al Consorzio. Il testo non stabilisce una quota economica uguale per tutti.
Il riconoscimento apre così una nuova fase di rappresentanza e promozione dell’olio Valle del Belice DOP. Il suo effetto concreto dipenderà dai progetti avviati, dalla partecipazione della filiera e dalla capacità di rendere riconoscibile il valore della denominazione sul mercato.










