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Bari, protesta olivicoltori: non copriamo nemmeno i costi di produzione

Bari, olivicoltori davanti alla Prefettura: «Non copriamo nemmeno i costi di produzione»

Produttori, frantoiani e cooperative si mobilitano il 12 ottobre contro il calo dei prezzi dell’olio e l’aumento delle spese. Orgoglio Olivicolo chiede interventi urgenti: stato di crisi, controlli antifrode, piena attuazione del DAO e sostegno alle imprese.

Aggiornamento: mattina del 12 ottobre 2026.

La crisi dell’olio porta la filiera olivicolo-olearia davanti alla Prefettura di Bari. La mobilitazione di lunedì 12 ottobre 2026, convocata dalle 9:30 dal comitato Orgoglio Olivicolo e sostenuta da Confagricoltura Bari-Bat, riunisce le rivendicazioni di produttori, frantoiani e cooperative. Nella mattinata Telenorba segnala anche trattori in partenza da Bitonto verso il capoluogo.

Al centro della protesta ci sono il reddito delle aziende e la possibilità di affrontare la nuova campagna: gli operatori denunciano prezzi riconosciuti all’olio insufficienti a sostenere le spese, mentre energia, carburanti e altri mezzi produttivi pesano sui bilanci.

Dal presidio la denuncia: prezzi troppo bassi e spese insostenibili

Nel messaggio dal presidio segnalato alla redazione, la situazione viene descritta come «la peggiore crisi del settore olivicolo-oleario degli ultimi 20 anni». È una valutazione espressa nel testo della protesta, che denuncia la distanza tra il valore riconosciuto all’extravergine e i costi sostenuti dalle imprese.

«Non copriamo nemmeno i costi di produzione», si legge nel messaggio, che richiama in particolare le spese energetiche e quelle per il gasolio agricolo. La richiesta alle istituzioni è di intervenire rapidamente, con misure capaci di incidere sui conti delle aziende.

Il problema delle giacenze emerge anche nella posizione di Confagricoltura Bari-Bat: l’organizzazione denuncia olio ancora invenduto nei silos, carenza di liquidità e maggiori spese per fertilizzanti, mezzi tecnici ed energia. Secondo l’associazione, il solo ricorso al credito non risolve la difficoltà di vendere il prodotto e recuperare reddito.

Le richieste: stato di crisi, tracciabilità e sostegno ai prezzi

La mobilitazione porta alle istituzioni una piattaforma di rivendicazioni. Tra le priorità sostenute da Confagricoltura Bari-Bat figurano:

Richiesta Obiettivo indicato dalla filiera
Riconoscimento dello stato di crisi Attivare interventi urgenti per olivicoltori e frantoi.
Documento elettronico per olive e olio Rafforzare la tracciabilità dei movimenti lungo la filiera.
Controlli antifrode nazionali Tutelare l’origine dichiarata dell’olio con verifiche concrete.
Ritiro e stoccaggio del prodotto Sostenere i prezzi alla produzione e alleggerire la pressione sul mercato.
Sostegno finanziario ai frantoi Aiutare le imprese ad affrontare le difficoltà di liquidità.
Interventi sul caro carburante Compensare parte dell’aumento dei costi denunciato dagli agricoltori.

Si tratta delle misure richieste dagli operatori, non di provvedimenti già approvati come risultato della manifestazione.

DAO: apertura sull’annuncio, ma la protesta continua

Uno dei punti centrali riguarda il DAO, Documento di Accompagnamento Olivicolo. In una nota del 9 ottobre, Orgoglio Olivicolo ha accolto positivamente l’annuncio del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, mantenendo però la mobilitazione.

Il comitato indica nella digitalizzazione dei controlli e nella tracciabilità attraverso il SIAN, Sistema Informativo Agricolo Nazionale, strumenti utili per tutelare l’origine dell’olio italiano. Chiede tuttavia di verificarne la piena applicazione.

La posizione espressa dal movimento distingue quindi l’annuncio dall’attuazione operativa. Anche un passo avanti sulla tracciabilità, secondo i promotori, lascia aperte le questioni dei prezzi, delle giacenze e della sostenibilità economica della campagna.

Una crisi che coinvolge anche l’indotto

La mobilitazione richiama l’attenzione sulle ricadute occupazionali della crisi. Secondo le cifre diffuse dal comitato e riportate dal Corriere del Mezzogiorno, il comparto coinvolge circa 16 mila imprese pugliesi, oltre 20 mila occupati diretti e altre 10–12 mila persone nell’indotto.

Sono numeri presentati dai promotori per descrivere il peso della filiera: non rappresentano il conteggio dei partecipanti alla manifestazione.

Le attività coinvolte comprendono anche potatura, servizi agronomici, manutenzione delle attrezzature, confezionamento, logistica e turismo dell’olio. La difficoltà economica di olivicoltori e frantoi può quindi ripercuotersi su una rete di lavoro più ampia.

Il sostegno dei Comuni e i confronti con le istituzioni

La protesta è stata preceduta da assemblee e iniziative territoriali. Il Comune di Corato, in una comunicazione del 9 ottobre, ha ricordato la mozione approvata dal Consiglio comunale e il confronto pubblico dell’8 ottobre con agricoltori, frantoiani e organizzazioni del settore.

Nella stessa comunicazione, il Comune ha riferito di un incontro in Prefettura durante il quale i sindaci hanno rappresentato le criticità della filiera, ottenendo l’impegno a trasmettere al Ministero dell’Agricoltura un documento sulle emergenze del comparto. Corato ha inoltre annunciato l’adesione al presidio di Bari del sindaco Corrado Nicola De Benedittis e dell’assessore all’Agricoltura Antonio Diaferia.

Per il pomeriggio del 12 ottobre è stato annunciato anche un tavolo della filiera olivicolo-olearia con ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, convocato dall’assessore regionale Francesco Paolicelli, con la partecipazione di Orgoglio Olivicolo. Gli esiti del confronto non sono disponibili nelle fonti consultate durante la mattinata.

Le proposte regionali precedenti al presidio

Il tema era già stato affrontato dalla Regione Puglia nei mesi scorsi. In una comunicazione del 4 giugno 2026, Paolicelli aveva indicato la necessità di liquidità immediata, proponendo strumenti di anticipazione dei titoli PAC, interventi sulle esposizioni bancarie e misure di stoccaggio.

La Regione aveva richiamato anche il rafforzamento dei controlli e della tracciabilità. Queste proposte precedono la manifestazione di ottobre: restano distinte dalle eventuali decisioni che potranno emergere dagli incontri di oggi.

Prezzi all’origine e costo al consumatore: due valori da distinguere

La protesta riguarda soprattutto il prezzo riconosciuto alla produzione. Questo valore va distinto dal costo di una bottiglia o di una latta acquistata dal consumatore, che comprende ulteriori passaggi e costi commerciali.

Per seguire le rilevazioni di mercato è possibile consultare le quotazioni aggiornate dell’olio extravergine di oliva. Chi deve valutare il conferimento delle proprie olive può utilizzare anche il calcolatore per confrontare vendita delle olive e produzione dell’olio.

Il presidio di Bari porta alle istituzioni una domanda concreta: quali interventi possono rendere sostenibile la nuova campagna e restituire reddito alla filiera? Nelle informazioni disponibili durante la mattinata non risultano ancora un conteggio verificato dei presenti o un accordo conclusivo.

Nella tua zona quali prezzi vengono proposti per olive e olio? Scrivi nei commenti provincia, data e quotazione, precisando se il prezzo è al chilogrammo o al litro.

Calogero Dimino

Calogero Dimino è laureato in Comunicazione con specializzazione in marketing e ha maturato esperienza professionale nel product management e nella comunicazione digitale, lavorando sia in media company internazionali sia in importanti realtà editoriali italiane. Oggi è imprenditore agricolo e produttore di olio extra vergine di oliva in Sicilia, dove si occupa direttamente di olivicoltura, qualità, produzione e valorizzazione del prodotto. È inoltre assaggiatore di olio di oliva riconosciuto ai sensi della normativa nazionale. Editore di Olio-Extra-Vergine.it, ne cura articoli e approfondimenti dedicati a mercato, prezzi, qualità, produzione, normativa, tecniche colturali e cultura dell’olio, con particolare attenzione al rapporto tra informazione, esperienza sul campo e fonti di settore.

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