
Il 5 ottobre trattori, presìdi e manifestazioni hanno interessato Bitonto, Vibo Marina, San Marco Argentano, Spezzano Albanese e Catanzaro. Iniziative diverse, accomunate dalla difficoltà di sostenere costi crescenti e ottenere ricavi adeguati.
Dalle strade della Puglia ai depositi di carburante della Calabria, lunedì 5 ottobre 2026 ha segnato una nuova giornata di mobilitazione per agricoltori e autotrasportatori.
Il quadro delle proteste comprende il presidio degli olivicoltori a Bitonto, il blocco delle autocisterne a Vibo Marina, le mobilitazioni nel Cosentino e il confronto con la Regione a Catanzaro. Le ragioni si intrecciano: caro gasolio, aumento dei costi produttivi e difficoltà a vendere i prodotti a prezzi remunerativi.
Bitonto: la protesta nasce dal prezzo dell’olio
A Bitonto circa 300 agricoltori hanno bloccato nella mattinata lo svincolo per Palombaio sulla SP231. La manifestazione, promossa dal Comitato Rivolta Olivicoltori, ha portato in strada le preoccupazioni per la redditività della nuova raccolta.
I produttori intervistati denunciano prezzi dell’olio passati da circa 9 a 4 euro al chilogrammo, a fronte di spese crescenti. Sono valori riferiti dai manifestanti, che non rappresentano una quotazione uniforme per tutte le produzioni pugliesi.
Nel pomeriggio la protesta ha aperto un confronto istituzionale: alle 16 è stato avviato a Palazzo Gentile un tavolo con una delegazione degli agricoltori e i sindaci del territorio, per definire le priorità e costruire una piattaforma di richieste.
Leggi l’approfondimento sulla protesta di Bitonto e sul prezzo dell’olio in calo.
Vibo Marina: i trattori fermano le autocisterne
A Vibo Marina la mobilitazione degli agricoltori si è concentrata dall’alba sulle vie di accesso ai depositi Eni e Meridionale Petroli. I trattori hanno impedito il transito delle autocisterne, coinvolgendo direttamente uno snodo della distribuzione dei carburanti.
In serata sono emerse conseguenze anche per i consumatori. Nell’aggiornamento delle 19:52, Calabria7 segnala code e carburante esaurito in alcuni distributori di Vibo Valentia, oltre a disagi nella Piana lametina. Il blocco assume così effetti che superano il luogo del presidio e interessano automobilisti e attività economiche.
Leggi l’approfondimento sul blocco delle autocisterne a Vibo Marina.
San Marco Argentano: continua il presidio contro il caro carburante
A San Marco Argentano, nel Cosentino, prosegue il presidio degli agricoltori lungo la SS283. Domenica 4 ottobre la mobilitazione era arrivata al quinto giorno, con code e rallentamenti documentati dalla TGR Calabria.
I manifestanti chiedono risposte alle istituzioni e sostegno da parte delle altre categorie, sottolineando che il costo del carburante riguarda tutta la filiera e può gravare anche sui consumatori. La continuazione del presidio è stata segnalata anche il 5 ottobre.
Leggi l’approfondimento sul presidio di San Marco Argentano.
Spezzano Albanese: con gli agricoltori anche sindaci e studenti
Al quadrivio dello scalo di Spezzano Albanese, gli agricoltori hanno manifestato con trattori e striscioni contro il caro gasolio e la distanza tra costi aziendali e prezzi alla produzione.
Il presidio ha raccolto il sostegno di numerosi amministratori locali e degli studenti del liceo scientifico. La presenza di sindaci e giovani amplia la partecipazione alla protesta e porta nella mobilitazione le preoccupazioni delle comunità del territorio.
Leggi l’approfondimento sulla protesta di Spezzano Albanese.
Catanzaro: agricoltori e trasportatori davanti alla Regione
Alla Cittadella regionale di Catanzaro, circa cento mezzi pesanti hanno partecipato alla manifestazione promossa da Fedralog Calabria. Presenti anche agricoltori di Caraffa e San Floro, legati al Movimento Territorio e Agricoltura.
Una delegazione degli autotrasportatori è stata ricevuta dall’assessore Antonio Montuoro. La richiesta principale riguarda una consulta tecnica per dialogare con il Governo e affrontare l’adeguamento delle tariffe ai costi.
Il tema coinvolge direttamente l’agricoltura: gli operatori hanno richiamato il rischio che aumenti troppo elevati dei trasporti penalizzino la commercializzazione di kiwi, ortaggi e agrumi. Secondo il resoconto dell’incontro, è atteso un nuovo confronto entro due o tre giorni; resta annunciato il fermo dei servizi per il 16 ottobre.
Leggi l’approfondimento sulla manifestazione alla Cittadella di Catanzaro.
Costi e redditività: il nodo comune delle mobilitazioni
Le cinque iniziative hanno promotori e richieste differenti. A Bitonto il prezzo dell’olio è centrale; nei presìdi calabresi pesa soprattutto il carburante; a Catanzaro si discute anche delle condizioni economiche del trasporto.
Il punto comune è la sostenibilità delle attività produttive: raccogliere, lavorare e portare i prodotti sul mercato richiede spese che le imprese devono poter recuperare attraverso i ricavi.
Anche le valutazioni sulle risposte istituzionali restano diverse. I rappresentanti di Fedralog giudicano insufficienti i 15 milioni annunciati dalla Regione Calabria, mentre Confagricoltura Calabria ha accolto positivamente l’intervento, chiedendo attenzione al gasolio agricolo e ai consumi effettivi delle aziende.
I confronti avviati con le istituzioni rappresentano un primo passaggio. Per le imprese, il risultato dipenderà dalle misure concretamente attivate, dai beneficiari e dai tempi con cui potranno incidere sui conti aziendali.














