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Crisi dell’olio, Orgoglio Olivicolo annuncia proteste in sei regioni del Sud

Mobilitazione in preparazione in Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise e Campania. Il comitato chiede stato di crisi, controlli antifrode e sostegni per olivicoltori, cooperative e frantoi.

La protesta del comparto olivicolo-oleario riparte dal Mezzogiorno. Orgoglio Olivicolo ha annunciato la preparazione di manifestazioni in sei regioni: Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise e Campania, contestando alle istituzioni il mancato seguito alle richieste avanzate negli ultimi mesi.

Il comitato punta a portare nelle piazze le difficoltà di produttori, cooperative e frantoiani, coinvolgendo anche i consumatori nel confronto sulla crisi dell’olio italiano. La mobilitazione, secondo quanto annunciato, proseguirà fino al riconoscimento dello stato di crisi e all’attivazione di interventi concreti per il settore.

La protesta riparte dopo il rinvio della manifestazione di Bari

L’annuncio arriva dopo una fase di confronto con Governo e Regioni. A settembre Orgoglio Olivicolo aveva accettato di rinviare la manifestazione nazionale prevista il 19 settembre a Bari, in occasione della Fiera del Levante, in attesa degli sviluppi del tavolo interministeriale.

Nella comunicazione del 16 settembre, il comitato aveva motivato la decisione richiamando i nuovi impegni istituzionali, mantenendo però aperta la possibilità di riconvocare la protesta in caso di ritardi.

Il 28 settembre è arrivata la ripresa dello stato di agitazione. Francesco Losito, portavoce di Orgoglio Olivicolo, ha denunciato l’assenza delle risposte concrete attese e annunciato assemblee con le realtà aderenti per definire le modalità della mobilitazione.

Scorte, liquidità e costi: le ragioni della mobilitazione

Alla base della protesta ci sono le difficoltà economiche denunciate dagli operatori: olio ancora nelle cisterne, carenza di liquidità e costi di produzione elevati, mentre prende avvio la nuova campagna olivicola.

Il comitato teme che queste condizioni compromettano la capacità delle aziende agricole e dei frantoi di affrontare raccolta, lavorazione e commercializzazione. L’allarme sulle giacenze e sulle tensioni finanziarie è stato raccolto anche da Telenorba in un servizio dedicato alla crisi della filiera.

La mobilitazione vuole quindi ottenere interventi che incidano sia sulla disponibilità finanziaria delle imprese sia sulle condizioni di mercato dell’olio italiano.

Le quattro richieste portate nelle piazze

La piattaforma annunciata da Orgoglio Olivicolo si concentra su quattro punti:

  1. Riconoscimento dello stato di crisi del settore olivicolo e del comparto agricolo, per attivare i conseguenti provvedimenti di sostegno.
  2. Introduzione immediata del documento di trasporto elettronico, richiesto per rafforzare la tracciabilità dei movimenti di prodotto.
  3. Un piano straordinario nazionale di controlli antifrode, concreto e verificabile.
  4. Misure di ritiro e stoccaggio dell’olio della nuova campagna, per sostenere il prezzo alla produzione, insieme a interventi finanziari per i frantoi.

Sono queste le richieste che il comitato intende riproporre attraverso le manifestazioni, giudicando insufficienti i risultati delle interlocuzioni svolte finora.

Il confronto con i consumatori

Nelle intenzioni degli organizzatori, le piazze saranno anche un luogo di incontro con i cittadini. Orgoglio Olivicolo vuole spiegare le difficoltà della filiera e richiamare l’attenzione sulla trasparenza del mercato, sull’origine del prodotto e sui controlli.

Il comunicato esprime inoltre preoccupazioni per la concorrenza delle miscele a basso costo provenienti dall’estero. Si tratta di contestazioni del comitato: la nota non contiene elementi sufficienti per attribuire irregolarità a singoli operatori o formulare giudizi generali sull’olio importato.

Chi rappresenta Orgoglio Olivicolo

Orgoglio Olivicolo si presenta come un comitato nazionale che riunisce produttori, cooperative e frantoiani. Il suo portavoce è Francesco Losito, incarico confermato anche dai servizi della TGR Puglia.

È documentato anche il ruolo di Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia, come delegato del comitato. A luglio Sicolo ha consegnato al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida un esposto sulle presunte frodi denunciate dagli operatori.

Proteste annunciate anche in Sicilia: attese date e piazze

La Sicilia è tra le regioni coinvolte, insieme a Puglia, Basilicata, Calabria, Molise e Campania. Nelle fonti consultate non compare ancora un calendario completo con luoghi, date e orari delle manifestazioni.

L’annuncio riguarda dunque la preparazione di una mobilitazione diffusa, destinata nelle intenzioni del comitato a partire dal Sud e ad allargarsi al territorio nazionale. I singoli appuntamenti dovranno essere confermati dalle successive comunicazioni degli organizzatori.

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