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Crisi dell’olio in Sicilia, nove Comuni chiedono aiuti: «Attendiamo lo stato di crisi»

Da Sciacca al Belìce, i sindaci sollecitano Governo e Regione a intervenire. Prezzi e costi di produzione al centro della vertenza, mentre alcuni olivicoltori sospendono la raccolta.

Le amministrazioni di nove Comuni della Sicilia occidentale tornano a chiedere risposte sulla crisi del comparto olivicolo-oleario. Dopo il documento congiunto sottoscritto il 1° ottobre, i sindaci attendono dal Governo nazionale e dalla Regione Siciliana il riconoscimento dello stato di crisi e misure economiche per le aziende agricole.

A sostenere la richiesta sono le amministrazioni di Sciacca, guidata da Fabio Termine, Bivona da Milko Cinà, Montevago da Margherita La Rocca Ruvolo, Menfi da Vito Antonio Clemente, Caltabellotta da Biagio Marciante, Alessandria della Rocca da Salvatore Mangione, Partanna da Francesco Li Vigni, Sambuca di Sicilia da Giovanna Casà, e Santa Margherita di Belìce da Gaspare Viola.

Secondo quanto riportato da Tele Monte Kronio il 7 ottobre, in diversi territori alcuni produttori hanno deciso di sospendere la raccolta perché ritengono insufficienti i ricavi ottenibili nelle attuali condizioni di mercato.

Prezzi in calo, le aziende chiedono sostegno

Il documento indirizzato al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e all’assessore regionale Luca Sammartino nasce dal confronto tenuto al Comune di Sciacca, presieduto dall’assessore alle Attività produttive Francesco Dimino. Primo firmatario dell’appello è il sindaco di Sciacca, Fabio Termine.

Gli amministratori citano rilevazioni ISMEA di settembre 2026 con quotazioni dell’extravergine alla produzione di 6,70 euro al chilogrammo nelle piazze di Palermo e Trapani, rispetto a valori prossimi ai 10 euro nello stesso periodo del 2025. Si tratta dei dati richiamati nel documento, riferiti a settembre, e non di un aggiornamento delle quotazioni di oggi.

Il punto sollevato dai Comuni è il divario tra la contrazione del valore del prodotto e costi aziendali che, secondo gli amministratori, non sono diminuiti in misura proporzionale. Da qui la richiesta di un confronto urgente con le istituzioni e i rappresentanti della filiera.

Le richieste dei sindaci

La piattaforma comprende sostegni alle imprese maggiormente esposte, interventi sui costi di energia, carburante, raccolta e molitura, controlli sulla provenienza e sulla tracciabilità degli oli e iniziative per valorizzare le produzioni siciliane.

I Comuni chiedono inoltre un monitoraggio della campagna olivicola 2026/2027. La preoccupazione riguarda l’intera filiera: produttori, frantoi, lavoratori stagionali, trasportatori e attività commerciali.

Il riconoscimento dello stato di crisi resta una richiesta: la notizia del 7 ottobre riferisce dell’attesa dei sindaci e non annuncia l’approvazione di un provvedimento o l’erogazione di aiuti.

A Caltabellotta i produttori propongono il fermo della raccolta

Alla pressione istituzionale si affianca la mobilitazione degli olivicoltori. Nell’assemblea del 1° ottobre a Caltabellotta, produttori di diversi Comuni delle Terre Sicani hanno costituito un Comitato permanente intercomunale a tutela dell’olio extravergine DOP Val di Mazara e del lavoro agricolo.

La maggioranza dei presenti ha proclamato lo stato di agitazione, proponendo il fermo della raccolta e della molitura fino al riconoscimento di un prezzo ritenuto equo. L’assemblea ha indicato una richiesta minima di 8 euro al litro.

Questa cifra rappresenta una rivendicazione dei produttori riuniti, non un prezzo ufficiale. Inoltre, è espressa al litro: non è direttamente confrontabile con le quotazioni al chilogrammo citate nel documento dei Comuni.

Il comitato ha anche prospettato la richiesta di un incontro con il prefetto di Agrigento, coinvolgendo agricoltori, frantoiani, imbottigliatori e commercianti.
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In Puglia e Calabria gli agricoltori protestano da diversi giorni
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La vertenza arriva anche all’Assemblea regionale

La crisi è stata portata anche all’attenzione dell’Assemblea Regionale Siciliana. Tele Monte Kronio ha riferito il 3 ottobre di un’interrogazione del gruppo della Democrazia Cristiana, con primo firmatario Carmelo Pace, per chiedere sostegni alla commercializzazione, controlli antifrode e promozione dell’extravergine.

Il sindaco di Bivona e consigliere provinciale Milko Cinà ha invece presentato un ordine del giorno al Libero Consorzio di Agrigento per sostenere il documento dei sindaci e chiedere un tavolo di crisi, ristori e moratorie.

Sono iniziative che sollecitano un intervento: i resoconti consultati non le presentano come misure economiche già operative.

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