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Proteste agricoltori: manifestazioni il 10 e 20 novembre

Proteste agricoltori, nuove manifestazioni il 10 e 20 novembre: dalla Sicilia alla Calabria la mobilitazione continua

AgrISAT torna davanti all’Assemblea regionale siciliana martedì 10 novembre, mentre agricoltori, autotrasportatori e pescatori del Movimento Popolare Nazionale annunciano l’adesione allo sciopero del 20 novembre. A Falerna prosegue la vertenza e si valuta una manifestazione a Roma. Caro gasolio, prezzi agricoli e redditività delle aziende al centro delle richieste.

Le proteste degli agricoltori italiani si preparano a una nuova fase. Dopo le manifestazioni con i trattori che hanno attraversato numerose regioni nel mese di ottobre, i movimenti agricoli annunciano ulteriori iniziative per novembre 2026, chiedendo risposte concrete alle istituzioni.

Due le date da segnare sul calendario: martedì 10 novembre a Palermo, con una nuova manifestazione promossa da AgrISAT davanti all’Assemblea regionale siciliana, e venerdì 20 novembre, quando il Movimento Popolare Nazionale ha annunciato la partecipazione alla mobilitazione sindacale nazionale insieme ad agricoltori, autotrasportatori e pescatori aderenti.

In Calabria, intanto, rimane aperta la vertenza del Movimento Territorio e Agricoltura. Il presidio di Falerna risultava ancora attivo il 6 novembre e gli organizzatori hanno rilanciato la proposta di portare la protesta direttamente a Roma.

Le mobilitazioni non sono riconducibili a un’unica organizzazione e non condividono necessariamente lo stesso calendario. Le rivendicazioni, tuttavia, presentano numerosi punti comuni: riduzione dei costi di produzione, contrasto alla crisi dei prezzi agricoli, sostegno alle imprese e maggiore trasparenza nella filiera agroalimentare.

10 novembre, AgrISAT torna davanti all’Assemblea regionale siciliana

Il primo appuntamento annunciato è quello di martedì 10 novembre a Palermo.

Gli agricoltori aderenti ad AgrISAT torneranno a manifestare davanti a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, dopo la protesta del 22 ottobre.

Secondo le informazioni diffuse dagli organizzatori, il presidio è previsto a partire dalle ore 9 in piazza del Parlamento.

L’obiettivo è sollecitare il Governo regionale e il Parlamento siciliano ad adottare provvedimenti urgenti per il settore agricolo.

Franco Calderone, presidente di AgrISAT, ha denunciato la mancanza di risposte concrete alle richieste già presentate, criticando l’atteggiamento della Presidenza della Regione e dell’Assessorato all’Agricoltura.

Tra le principali questioni sollevate figurano il crollo dei prezzi riconosciuti ai produttori, l’aumento dei costi aziendali e la concorrenza delle importazioni a basso prezzo.

Gli agricoltori chiedono anche il riconoscimento dello stato di crisi e interventi immediati per evitare l’abbandono delle coltivazioni.

Gasolio agricolo e prezzi di vendita: le richieste di AgrISAT

Il caro carburanti continua a rappresentare uno dei principali motivi della protesta.

Tra le richieste avanzate dal movimento figura una riduzione significativa del prezzo del gasolio agricolo, insieme a una maggiore tutela dei prezzi riconosciuti lungo la filiera.

Il costo del carburante incide direttamente sulle lavorazioni meccaniche, sul trasporto e su numerose operazioni necessarie alla gestione delle aziende agricole.

Il movimento sostiene che le misure adottate finora non siano sufficienti a ristabilire condizioni economiche sostenibili.

La manifestazione del 10 novembre sarà quindi un nuovo tentativo di ottenere un confronto con le istituzioni regionali.

Secondo le informazioni diffuse sull’iniziativa, gli agricoltori intendono portare anche prodotti della terra, tra cui grano, olio, frutta e ortaggi, per richiamare l’attenzione sul valore del lavoro agricolo.

Dopo la protesta del 22 ottobre, AgrISAT denuncia l’assenza di risposte

Il ritorno davanti all’Assemblea regionale arriva a meno di tre settimane dalla precedente manifestazione.

Il 22 ottobre gli agricoltori avevano già portato a Palermo prodotti agricoli siciliani, distribuendo grano, pane, olio e melograni per sensibilizzare cittadini e rappresentanti politici.

La protesta era stata organizzata contro il caro carburanti e le difficoltà economiche delle imprese agricole.

Secondo gli organizzatori, gli interventi prospettati dalle istituzioni non rispondono all’urgenza delle aziende, che devono sostenere immediatamente i costi delle lavorazioni e della nuova stagione produttiva.

Il movimento denuncia inoltre il rischio di abbandono dei terreni agricoli. Le percentuali particolarmente elevate di superfici incolte richiamate nelle dichiarazioni di AgrISAT rappresentano valutazioni degli organizzatori e non dati statistici ufficiali verificati sull’intero territorio siciliano.

Resta comunque centrale il problema della continuità produttiva: un’azienda che non riesce a recuperare i costi può essere costretta a ridurre le coltivazioni o rinunciare agli investimenti.

20 novembre, agricoltori, autotrasportatori e pescatori annunciano nuove proteste

Un secondo appuntamento è previsto per venerdì 20 novembre.

Il Movimento Popolare Nazionale ha annunciato la partecipazione allo sciopero generale promosso dalla CGIL, coinvolgendo le componenti agricole, della pesca e dell’autotrasporto aderenti al movimento.

L’annuncio, diffuso nei primi giorni di novembre, collega le mobilitazioni nate in Calabria alla più ampia protesta contro l’aumento del costo della vita.

Secondo quanto comunicato dal movimento, le vertenze dei settori produttivi primari e dei trasporti saranno portate nelle piazze della mobilitazione sindacale.

Le richieste riguardano la possibilità di continuare a lavorare e produrre in condizioni economicamente sostenibili, a fronte dell’aumento dei costi energetici e delle difficoltà commerciali.

Il Movimento Popolare Nazionale ha richiamato anche il ruolo del segretario generale della CGIL Maurizio Landini e del segretario regionale calabrese Gianfranco Trotta nel collegare le diverse iniziative.

È importante precisare che l’adesione riguarda i soggetti che hanno effettivamente annunciato la partecipazione: non risulta confermata un’adesione generalizzata di tutte le organizzazioni agricole italiane.

I luoghi e le modalità delle singole manifestazioni dovranno essere verificati attraverso i successivi comunicati degli organizzatori.

Calabria, a Falerna si prepara anche l’ipotesi di una manifestazione a Roma

Oltre alle due date già annunciate, in Calabria è in discussione una possibile manifestazione nella capitale.

La proposta è stata rilanciata il 5 novembre durante il presidio di Falerna, nei pressi dello svincolo dell’autostrada A2.

Il Movimento Territorio e Agricoltura ha incontrato alcuni amministratori locali, tra cui i sindaci Francesco Stella di Falerna, Anna Bartucca di Filadelfia, Armando Bossio di Cleto e Domenico Giampà di San Pietro a Maida.

Presente anche il consigliere regionale Gianpaolo Bevilacqua.

Gli organizzatori hanno chiesto un tavolo tecnico permanente e un confronto più incisivo con le istituzioni regionali.

Tra le ipotesi emerse figura la convocazione di un Consiglio regionale aperto alle rappresentanze dei territori e l’organizzazione di un’iniziativa pacifica a Roma.

Per la manifestazione nella capitale non risultano ancora confermati una data, un percorso o un programma ufficiale.

La proposta rappresenta quindi un possibile sviluppo della protesta, da distinguere dagli appuntamenti già calendarizzati.

Il presidio di Falerna e la contestazione degli aiuti

La mobilitazione calabrese continua anche a causa dell’insoddisfazione per i sostegni economici destinati agli agricoltori.

Il Movimento Territorio e Agricoltura ha contestato l’efficacia degli stanziamenti, sostenendo che i contributi previsti potrebbero tradursi in benefici molto limitati per alcune imprese.

Nel dibattito sono stati richiamati 3,6 milioni di euro destinati alla Calabria e ipotesi di aiuti inferiori a 100 euro per alcune aziende.

Queste cifre sono state utilizzate dai rappresentanti della protesta per evidenziare quella che considerano l’inadeguatezza degli interventi. Non costituiscono una verifica degli importi effettivamente erogati a tutte le imprese.

Il problema sollevato riguarda la capacità delle misure di compensare gli aumenti del gasolio, dei fertilizzanti e degli altri fattori produttivi.

Al termine dell’incontro del 5 novembre, i manifestanti hanno ribadito la volontà di proseguire la vertenza.

Il 6 novembre la TGR Calabria ha confermato la permanenza del presidio, segnalando anche la richiesta di una maggiore regolamentazione dei rapporti tra piccoli produttori e grande distribuzione.

Dalle manifestazioni di ottobre alle nuove scadenze di novembre

Le prossime iniziative rappresentano la prosecuzione di una mobilitazione che ha interessato numerose regioni italiane.

Il 28 ottobre, in Sicilia, gli agricoltori hanno manifestato sulla statale 115 nei pressi del fiume Verdura, nel territorio di Ribera. Nella stessa giornata, in Campania, i trattori hanno raggiunto Salerno e Caserta per consegnare alle Prefetture le rivendicazioni del comparto.

Olio-Extra-Vergine.it ha ricostruito questi eventi nell’articolo Proteste degli agricoltori, l’Italia rimane in piazza: trattori e presidi dalla Sicilia alla Campania.

Il 29 ottobre a Lamezia Terme gli agricoltori del Movimento Territorio e Agricoltura hanno partecipato con i trattori a un corteo studentesco, collegando le difficoltà delle imprese alle rivendicazioni contro il carovita.

La manifestazione è raccontata nell’approfondimento Lamezia Terme, studenti e trattori in corteo contro il carovita e il caro gasolio.

Il 30 ottobre, invece, la presenza degli agricoltori è stata documentata nelle manifestazioni di Roma, Cosenza e Crotone, nell’ambito dello sciopero promosso dall’USB.

Per ripercorrere quella giornata è disponibile l’articolo Agricoltori in piazza il 30 ottobre: trattori a Roma, Cosenza e Crotone contro il caro costi.

Questa successione di iniziative evidenzia come le proteste non costituiscano un unico episodio, ma una serie di mobilitazioni territoriali con organizzatori e richieste in parte differenti.

La crisi dell’olio extravergine resta al centro delle rivendicazioni

Per il settore olivicolo, le proteste assumono particolare importanza perché coincidono con la campagna olearia 2026/2027.

Gli agricoltori devono sostenere i costi della raccolta delle olive, del trasporto e della molitura, mentre il mercato presenta quotazioni all’origine molto diverse tra le aree produttive.

Nei mesi precedenti, alcune piazze italiane avevano registrato prezzi dell’olio extravergine tra i più bassi dell’ultimo anno.

Il fenomeno è stato analizzato da Olio-Extra-Vergine.it nell’approfondimento Olio extravergine, prezzi ai minimi dell’ultimo anno: il mercato entra nella nuova campagna 2026/2027.

In Sicilia, la crisi aveva già spinto nove amministrazioni comunali, tra cui Sciacca, Menfi, Caltabellotta e Montevago, a sollecitare interventi per il comparto.

Le richieste comprendevano il riconoscimento dello stato di crisi, misure economiche per le aziende e interventi sulla commercializzazione dell’olio.

La vicenda è stata ricostruita nell’articolo Crisi dell’olio in Sicilia, nove Comuni chiedono aiuti: «Attendiamo lo stato di crisi».

La questione centrale resta la possibilità per gli olivicoltori di recuperare i costi sostenuti e ottenere una remunerazione adeguata al lavoro agricolo.

Per valutare l’andamento del mercato è possibile consultare anche la sezione Prezzi olio e mercato, che raccoglie quotazioni e approfondimenti sull’andamento dell’extravergine.

Caro gasolio, importazioni e grande distribuzione: le ragioni delle nuove proteste

Le diverse organizzazioni coinvolte nella mobilitazione condividono tre grandi aree di rivendicazione.

La prima riguarda i costi di produzione. Carburanti, fertilizzanti, energia, manutenzioni e manodopera incidono sui bilanci aziendali e possono compromettere la redditività anche quando la produzione agricola è soddisfacente.

La seconda riguarda i prezzi di vendita. Gli agricoltori denunciano difficoltà nel recuperare i costi attraverso la commercializzazione dei prodotti e chiedono maggiore tutela nei rapporti contrattuali.

La terza riguarda la concorrenza delle importazioni e la trasparenza del mercato.

Le importazioni agricole sono attività commerciali legittime, ma gli organizzatori delle proteste chiedono maggiori garanzie sul rispetto delle regole, sulla tracciabilità e sulle condizioni di concorrenza.

Per i piccoli produttori, inoltre, assume crescente importanza la possibilità di ottenere condizioni commerciali equilibrate nei rapporti con gli intermediari e la grande distribuzione.

Sono problemi che non possono essere risolti esclusivamente con contributi temporanei sui carburanti.

Richiedono interventi sulla struttura economica delle filiere, sui costi aziendali e sulla distribuzione del valore tra produzione, trasformazione e commercializzazione.

Novembre sarà decisivo per il confronto tra agricoltori e istituzioni?

Le manifestazioni annunciate per il 10 e il 20 novembre rappresentano due nuove occasioni per verificare la capacità dei movimenti agricoli di mantenere alta l’attenzione sulle proprie rivendicazioni.

In Sicilia, AgrISAT punta a ottenere risposte dal Governo regionale e dall’Assemblea regionale siciliana.

In Calabria, il Movimento Territorio e Agricoltura continua a chiedere un confronto istituzionale e valuta ulteriori iniziative, mentre il Movimento Popolare Nazionale ha già annunciato la partecipazione alla mobilitazione del 20 novembre.

La prospettiva di una nuova manifestazione a Roma rimane aperta, ma non ancora definita.

Il passaggio dai presidi di ottobre agli appuntamenti annunciati per novembre dimostra che la vertenza agricola non è conclusa.

Per gli agricoltori, la questione decisiva sarà capire se alle nuove manifestazioni seguiranno interventi concreti sui costi di produzione, sulla liquidità delle imprese e sui prezzi riconosciuti ai produttori.

Per l’olivicoltura italiana, impegnata nella raccolta e nella commercializzazione dell’olio nuovo, queste risposte potrebbero incidere direttamente sulla sostenibilità economica della campagna 2026/2027.

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