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Palermo, agricoltori in piazza il 14 ottobre: sullo sfondo la crisi dell’olio

Annunciata una mobilitazione di Coldiretti in piazza del Parlamento intorno alle ore 10:00. Costi aziendali, acqua e indennizzi tra le richieste, mentre nell’Agrigentino gli olivicoltori denunciano prezzi insufficienti e difficoltà ad affrontare la raccolta.

Il tema riguarda anche la sostenibilità della campagna olearia. Nei territori olivicoli dell’Agrigentino, nelle ultime settimane, produttori e amministratori hanno sollecitato interventi contro la contrazione del valore dell’olio e la difficoltà di coprire le spese aziendali.

Le richieste: contenere i costi, migliorare l’acqua, sbloccare gli indennizzi

Gli agricoltori chiedono misure contro l’aumento dei costi, interventi sulle infrastrutture idriche e lo sblocco degli indennizzi. Tra le priorità figura anche l’accelerazione delle procedure per rendere disponibili le risorse già concordate.

Il punto operativo è la tempestività: un sostegno annunciato e un pagamento effettivamente disponibile producono effetti diversi sul bilancio di un’azienda che deve affrontare le spese della campagna.

La crisi dell’olio nell’Agrigentino

La protesta agricola si colloca in un contesto nel quale la filiera olivicolo-olearia ha già avviato proprie mobilitazioni. Liberi Agricoltori, Comitato Pro Olio Terre Sicani, Comitato Pro Verdura, AIC e movimento Terra è Vita avevano già chiesto di sospendere raccolta e molitura fino a lunedì 12 ottobre.

Gli autori dell’appello hanno denunciato proposte di mercato attorno ai 5–6 euro al chilogrammo, anche per olio DOP e biologico, considerate insufficienti a coprire i costi. Si tratta di valori riferiti dai promotori, non di una quotazione ufficiale unica valida per tutta la Sicilia.

Quell’iniziativa resta distinta dalla manifestazione annunciata a Palermo: il comunicato non permette di attribuire automaticamente ai suoi firmatari l’organizzazione o l’adesione al presidio del 14 ottobre.

Nove Comuni chiedono interventi per il comparto olivicolo

La vertenza ha assunto anche una dimensione istituzionale: la richiesta di nove amministrazioni comunali per il riconoscimento dello stato di crisi e aiuti economici ai produttori.

I Comuni indicati sono Sciacca, Alessandria della Rocca, Bivona, Caltabellotta, Menfi, Montevago, Partanna, Sambuca di Sicilia e Santa Margherita di Belìce. La richiesta riguarda la tutela del reddito e la possibilità di mantenere economicamente sostenibile l’attività olivicola.

Perché raccolta e molitura pesano sulla scelta dei produttori

Per valutare la convenienza della campagna non basta osservare il prezzo dell’olio. Occorre considerare resa, raccolta, trasporto, lavorazione al frantoio, conservazione e commercializzazione. Un prezzo espresso al chilogrammo va inoltre confrontato con costi calcolati sulla stessa unità di misura.

Per approfondire le singole voci puoi consultare il costo della molitura delle olive nel 2026 e utilizzare il calcolatore per confrontare vendita delle olive e produzione di olio.

La tensione attraversa anche altre regioni: abbiamo raccontato la protesta degli olivicoltori a Bari del 12 ottobre.

Per Palermo, il passaggio da verificare sarà quali risposte concrete arriveranno alle imprese e con quali tempi. Le richieste di sostegno non equivalgono a misure già approvate o a indennizzi già liquidati.

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