
Resa olive 2026: Liguria al 16,82%, Puglia al 14,87%. La media italiana è del 12,25%
I primi dati ufficiali SIAN della campagna olearia 2026/27 mostrano differenze significative nelle rese di estrazione. La Calabria raggiunge il 14,67%, mentre la Sicilia registra il 12,58%. Ecco la classifica regionale aggiornata al 15 ottobre.
La resa delle olive nella campagna olearia 2026/2027 si attesta attualmente al 12,25% su scala nazionale, ma emergono già differenze considerevoli tra le regioni italiane.
Secondo il report ufficiale «Dati produttivi per campagna oleicola» del SIAN, aggiornato al 15 ottobre 2026, sono state molite in Italia 66.676 tonnellate di olive, ottenendo 8.166 tonnellate di olio.
A distinguersi per la maggiore resa è la Liguria, con il 16,82%, seguita dalla Puglia al 14,87% e dalla Calabria al 14,67%.
La Sicilia registra una resa del 12,58%, leggermente superiore alla media italiana. Più contenuti i valori di Toscana (11,71%), Abruzzo (11,85%) e Lazio (10,05%).
Si tratta dei primi risultati della campagna e non delle rese definitive. Molte aziende devono ancora iniziare o completare la raccolta, mentre il grado di maturazione delle olive e le condizioni di lavorazione possono modificare sensibilmente i risultati nelle prossime settimane.
Resa olive 2026: la classifica delle regioni italiane
La tabella seguente presenta le rese regionali in ordine decrescente, calcolate sulla quantità di olio ottenuta rispetto al peso delle olive molite.
| Regione | Resa in olio | Olive molite (t) |
|---|---|---|
| Liguria | 16,82% | 1.219 |
| Puglia | 14,87% | 4.148 |
| Calabria | 14,67% | 5.665 |
| Sicilia | 12,58% | 13.192 |
| Molise | 12,48% | 817 |
| Piemonte | 12,28% | 57 |
| Campania | 12,22% | 1.898 |
| Abruzzo | 11,85% | 10.253 |
| Trentino-Alto Adige | 11,84% | 76 |
| Emilia-Romagna | 11,72% | 1.612 |
| Toscana | 11,71% | 13.474 |
| Veneto | 11,54% | 598 |
| Sardegna | 11,52% | 547 |
| Umbria | 11,48% | 1.742 |
| Marche | 11,33% | 3.426 |
| Basilicata | 10,99% | 91 |
| Lombardia | 10,36% | 251 |
| Lazio | 10,05% | 7.542 |
| Friuli-Venezia Giulia | 9,86% | 71 |
| Italia | 12,25% | 66.676 |
Fonte: elaborazione sui dati SIAN, campagna oleicola 2026/27, aggiornamento al 15 ottobre 2026. Le percentuali sono calcolate sui quantitativi in tonnellate arrotondati riportati nel prospetto ufficiale.
La differenza tra la Liguria e la media nazionale è di 4,57 punti percentuali. Un divario considerevole che, tuttavia, richiede attenzione nell’interpretazione.
Le quantità lavorate sono infatti molto differenti: in Liguria sono state molite 1.219 tonnellate di olive, contro le 13.192 della Sicilia e le 13.474 della Toscana.
Le medie regionali riflettono quindi il prodotto effettivamente lavorato fino al 15 ottobre, non necessariamente le caratteristiche dell’intera produzione olivicola regionale.
Perché Liguria, Puglia e Calabria registrano rese più elevate?
Una maggiore resa può dipendere da diversi fattori agronomici e tecnologici.
Tra gli elementi principali troviamo la varietà delle olive, il loro contenuto di acqua, il grado di maturazione, l’andamento climatico e l’efficienza del processo di estrazione in frantoio.
Il contenuto idrico delle olive, in particolare, può incidere sensibilmente sulla resa percentuale calcolata sul peso fresco.
Due partite di olive con una quantità simile di olio nella sostanza secca possono presentare rese differenti se contengono percentuali diverse di acqua.
Anche la maturazione è determinante. Durante lo sviluppo del frutto, l’olio si accumula progressivamente, ma il rapporto tra olio, acqua e sostanza secca evolve nel tempo.
Inoltre, non tutto l’olio presente nelle olive viene necessariamente recuperato durante la lavorazione.
Per approfondire questi aspetti è possibile consultare la nostra guida dedicata alla resa delle olive: quanti litri di olio si ottengono da un quintale.
I dati attuali non permettono quindi di stabilire che le rese più elevate siano necessariamente dovute a olive più mature, a specifiche condizioni climatiche o a una migliore tecnologia di estrazione. Per queste conclusioni servirebbero ulteriori informazioni sulle partite lavorate.
Resa del 12,25%: quanto olio si ottiene da un quintale di olive?
Una resa nazionale del 12,25% significa che, mediamente, da 100 chilogrammi di olive molite sono stati ottenuti 12,25 chilogrammi di olio.
Considerando una densità indicativa di 0,916 kg per litro, il quantitativo corrisponde a circa 13,4 litri di olio per quintale di olive.
Occorre infatti distinguere la resa espressa in peso dalla quantità misurata in litri.
Confrontando alcune delle rese regionali rilevate dal SIAN, da un quintale di olive si ottengono indicativamente:
| Regione | Resa | Litri per 100 kg di olive |
|---|---|---|
| Liguria | 16,82% | 18,4 |
| Puglia | 14,87% | 16,2 |
| Calabria | 14,67% | 16,0 |
| Sicilia | 12,58% | 13,7 |
| Toscana | 11,71% | 12,8 |
| Lazio | 10,05% | 11,0 |
| Italia | 12,25% | 13,4 |
Conversioni indicative, considerando una densità dell’olio di 0,916 kg/L.
Queste differenze hanno conseguenze dirette anche sull’economia delle aziende olivicole.
A parità di olive raccolte, infatti, una resa più elevata consente di ottenere una maggiore quantità di prodotto. Il risultato economico finale dipende però anche dai costi di produzione e dal prezzo di vendita dell’olio.
Per valutare la convenienza della trasformazione è disponibile il nostro calcolatore per confrontare la vendita delle olive con la produzione di olio.
Attenzione: le rese SIAN non riguardano esclusivamente l’olio extravergine
Un chiarimento fondamentale riguarda la natura del prodotto registrato.
Il report SIAN riporta i quantitativi complessivi di olio ottenuto dalla molitura delle olive, ma nella tabella esaminata non distingue tra le diverse categorie qualitative degli oli vergini.
In particolare, l’olio ottenuto direttamente dalle olive attraverso procedimenti meccanici può essere classificato come:
- Olio extravergine di oliva: deve rispettare specifici parametri chimico-fisici e organolettici, tra cui acidità libera non superiore allo 0,8%, assenza di difetti sensoriali e presenza del fruttato.
- Olio vergine di oliva: ottenuto anch’esso direttamente dalle olive, può presentare difetti organolettici limitati e un’acidità libera non superiore al 2%.
- Olio di oliva lampante: non possiede i requisiti per essere commercializzato direttamente al consumatore e viene generalmente destinato alla raffinazione o ad altri impieghi industriali.
La normativa europea distingue inoltre altre categorie, come l’olio di oliva raffinato, l’olio di oliva costituito da oli raffinati e vergini e gli oli di sansa, che derivano da processi differenti o successivi alla prima estrazione.
Di conseguenza, non è corretto affermare che le 8.166 tonnellate registrate dal SIAN siano interamente olio extravergine di oliva.
Allo stesso modo, una resa del 16%, del 14% o del 10% non permette di identificare la categoria commerciale dell’olio prodotto.
La classificazione come extravergine dipende dalle caratteristiche chimiche e sensoriali e non dalla percentuale di estrazione.
Per conoscere le differenze tra le categorie è disponibile la nostra guida all’olio di oliva e alle sue classificazioni.
Una resa più alta significa un olio migliore?
Non necessariamente.
La resa indica quanto olio è stato recuperato dal peso delle olive lavorate, mentre la qualità riguarda le caratteristiche del prodotto ottenuto.
La scelta del momento di raccolta può influenzare tanto la resa quanto il profilo sensoriale dell’olio, ma non esiste una relazione automatica tra una bassa resa e una qualità superiore.
La raccolta anticipata può comportare un minor recupero di olio rispetto a fasi successive di maturazione, ma il risultato varia in funzione della cultivar, delle condizioni agronomiche e del processo di estrazione.
Una maggiore maturazione, d’altra parte, non comporta automaticamente un peggioramento qualitativo: è necessario valutare lo stato sanitario e l’integrità dei frutti.
Per approfondire il rapporto tra maturazione e qualità rimandiamo alla guida Raccolta delle olive: tempi, tecniche, costi e molitura.
Come cambieranno le rese nelle prossime settimane?
Le rese registrate nella prima metà di ottobre rappresentano soltanto una fotografia iniziale della campagna 2026/27.
Con l’avanzare della raccolta, l’ingresso di nuove partite di olive nei frantoi potrebbe modificare significativamente le medie regionali.
Particolare attenzione sarà rivolta alle grandi regioni produttrici, tra cui Puglia, Calabria e Sicilia, dove la progressione delle moliture avrà un peso rilevante nell’evoluzione del dato nazionale.
Anche le rese nelle regioni del Centro e del Nord potranno cambiare con il completamento delle operazioni.
Il SIAN consentirà di seguire questo andamento attraverso i successivi aggiornamenti dei quantitativi lavorati e dell’olio prodotto.
L’evoluzione delle rese rappresenta inoltre un elemento importante per stimare la disponibilità di olio e valutare, insieme agli altri fattori di mercato, l’andamento delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva.
Il prossimo aggiornamento sarà particolarmente significativo per capire se l’attuale media nazionale del 12,25% tenderà ad aumentare o diminuire e quali regioni manterranno le rese più elevate.
*Nota metodologica: i valori rappresentano le moliture registrate alla data indicata. Le percentuali di resa sono riferite al peso delle olive e dell’olio ottenuto; non identificano la quota di prodotto classificabile come extravergine















