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Proteste degli agricoltori, l’Italia rimane in piazza: trattori e presidi dalla Sicilia alla Campania

Dalla Sicilia alla Campania, passando per Puglia e Calabria, prosegue la mobilitazione del mondo agricolo contro il caro carburante, l’aumento dei costi di produzione e il crollo dei prezzi riconosciuti ai produttori. Mercoledì 28 ottobre si sono registrate nuove manifestazioni nell’Agrigentino e due cortei di trattori diretti verso le Prefetture di Salerno e Caserta. In altre aree del Mezzogiorno restano aperte vertenze avviate nelle settimane precedenti.

Non si tratta di una protesta organizzata da un’unica sigla nazionale. Comitati spontanei, organizzazioni agricole, allevatori e, in alcuni territori, autotrasportatori stanno portando avanti iniziative differenti, accomunate dalla richiesta di maggiore sostenibilità economica per le imprese.

Particolarmente critica è la situazione dell’olivicoltura, dove al rincaro del gasolio e degli altri fattori produttivi si aggiunge la riduzione delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva all’ingrosso. Un problema che, secondo i manifestanti, rischia di compromettere la redditività della campagna olearia 2026/2027.

Sicilia: Ribera, Gela e Cammarata

Ribera (Agrigento): nuovo sit-in sulla statale 115, nei pressi del fiume Verdura

Mercoledì 28 ottobre gli agricoltori siciliani sono tornati a manifestare lungo la strada statale 115, in località Verdura, nel territorio di Ribera.

La manifestazione, promossa dal Coordinamento degli agricoltori siciliani, si è svolta a partire dalle ore 10 in uno spiazzo a margine della carreggiata, con trattori e striscioni. Presenti anche amministratori locali e sindaci del territorio, intervenuti per sostenere le rivendicazioni dei produttori.

Al centro della protesta ci sono l’aumento delle spese per carburanti, fertilizzanti, irrigazione e lavorazioni agricole e la progressiva riduzione dei margini delle aziende.

La contestazione riguarda diverse filiere produttive: olio extravergine di oliva, agrumi, ortofrutta e cereali. Gli organizzatori denunciano, in particolare, una forte contrazione dei prezzi all’origine e chiedono interventi regionali e nazionali, oltre a maggiori garanzie nella formazione dei prezzi agricoli.

La manifestazione è stata organizzata come sit-in, non come blocco stradale, anche se gli agricoltori hanno prospettato ulteriori iniziative qualora non arrivassero risposte concrete dalle istituzioni.

Gela (Caltanissetta): prosegue una mobilitazione iniziata a settembre

A Gela la protesta agricola ha assunto una durata particolarmente significativa. La mobilitazione, avviata alla fine di settembre nell’area di Ponte Olivo, lungo la statale 117 bis, ha coinvolto produttori provenienti anche da Niscemi e Butera.

Il caro gasolio e l’aumento dei costi di produzione sono tra le ragioni iniziali della contestazione. Nei giorni successivi la mobilitazione si è protratta, con un presidio segnalato ancora il 27 ottobre nell’area del Tribunale di Gela.

Il protrarsi delle manifestazioni evidenzia una situazione di difficoltà che interessa tanto le coltivazioni quanto la logistica e il trasporto dei prodotti agricoli.

Cammarata (Agrigento): presidio al bivio Tumarrano sulla Palermo-Agrigento

Un altro fronte della mobilitazione siciliana interessa il bivio Tumarrano, nel territorio di Cammarata, lungo la strada statale 189 che collega Agrigento e Palermo.

Il presidio, segnalato ancora il 27 ottobre, vede la partecipazione di agricoltori, allevatori e autotrasportatori. Alla protesta hanno manifestato vicinanza anche i sindaci di Cammarata e San Giovanni Gemini.

Le segnalazioni raccolte indicano rallentamenti alla circolazione, con il passaggio dei mezzi pesanti sottoposto a controlli e filtraggio da parte dei manifestanti. La protesta si inserisce nella più ampia vertenza siciliana sui costi dei carburanti e sulla tenuta economica delle attività produttive.

Campania: 28 ottobre, i trattori marciano verso Salerno e Caserta

Battipaglia, Bellizzi, Pontecagnano e Salerno: corteo dalla Piana del Sele
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Una delle mobilitazioni più rilevanti della settimana si è svolta mercoledì 28 ottobre nella provincia di Salerno.

Il corteo promosso da Altragricoltura è partito dall’area dello svincolo autostradale di Battipaglia e ha attraversato Bellizzi e Pontecagnano Faiano, per raggiungere Salerno.

Secondo le cronache locali, sono stati coinvolti circa cento trattori, con rallentamenti lungo il percorso.

L’arrivo nel capoluogo è avvenuto intorno alle ore 11, in piazza della Concordia, dove i manifestanti si sono riuniti in assemblea pubblica. Una delegazione ha successivamente raggiunto la Prefettura per presentare un documento destinato al Governo e al Parlamento.

Tra le principali criticità denunciate dagli agricoltori della Piana del Sele figurano il prezzo insufficiente riconosciuto ai produttori ortofrutticoli, il costo crescente degli imballaggi, del carburante e dell’energia, e la concorrenza di produzioni provenienti da Paesi con regole e costi differenti.

Durante la manifestazione alcuni produttori hanno denunciato il divario tra i prezzi di vendita all’origine e quelli al dettaglio, citando l’esempio delle zucchine acquistate ai produttori a circa 20 centesimi al chilogrammo e commercializzate, secondo le testimonianze, a prezzi molto superiori nei supermercati. Si tratta di valori riferiti dai manifestanti, non di una rilevazione rappresentativa dell’intero mercato.

Casal di Principe, San Tammaro, Marcianise e Caserta: trattori verso la Prefettura

Contemporaneamente alla mobilitazione salernitana, un secondo corteo è partito da Casal di Principe, in provincia di Caserta.

I trattori hanno percorso un itinerario attraverso San Tammaro, nei pressi della Reggia di Carditello, e Marcianise, per raggiungere il capoluogo provinciale.

L’iniziativa, promossa da Altragricoltura e Coapi, ha coinvolto agricoltori e rappresentanti del mondo dell’allevamento e della pesca.

Le prime notizie ANSA hanno segnalato circa trenta trattori alla partenza; successive cronache locali hanno indicato una partecipazione più ampia, con circa settanta mezzi lungo il percorso. I numeri vanno quindi considerati riferiti a momenti differenti della mobilitazione.

Anche a Caserta l’obiettivo è stato quello di consegnare alla Prefettura un documento contenente le richieste da trasmettere al Governo.

Le organizzazioni chiedono il riconoscimento dello stato di crisi delle piccole e medie imprese agroalimentari, strumenti per ristrutturare i debiti, maggiori garanzie sui prezzi agricoli e un rafforzamento dei controlli sulle importazioni e sulle pratiche commerciali sleali.

Toscana: lunedì 26 ottobre nuovi presidi a Foiano della Chiana

Foiano della Chiana (Arezzo): trattori e camion nei pressi dell’autostrada A1
proteste

La nuova settimana di proteste si è aperta lunedì 26 ottobre anche in Toscana, con una mobilitazione congiunta di agricoltori e autotrasportatori nei pressi del casello Valdichiana dell’autostrada A1.

Il presidio è stato organizzato nella zona industriale delle Farniole, nel comune di Foiano della Chiana, al confine tra le province di Arezzo e Siena.

La protesta è cominciata intorno alle ore 8, con l’arrivo di trattori e camion provenienti da diverse zone del Centro Italia.

Secondo le prime rilevazioni ANSA, i manifestanti erano circa cinquanta nella fase iniziale. Altre cronache locali hanno riferito di una partecipazione più ampia, fino a circa cento persone.

L’area del presidio è stata individuata in prossimità della rotatoria delle Farniole, a seguito di indicazioni della Questura. L’accesso al casello autostradale è rimasto aperto, mentre il movimento dei mezzi agricoli e pesanti ha provocato rallentamenti sulla viabilità esterna.

Gli agricoltori denunciano i rincari del gasolio, della manutenzione dei macchinari e degli altri costi aziendali, a fronte di compensi insufficienti per i prodotti agricoli. Gli organizzatori hanno prospettato il mantenimento del presidio per l’intera settimana.

Puglia: continua la vertenza degli olivicoltori tra Corato e Bitonto

Corato (Bari): il presidio sulla provinciale 231

Nel Nord Barese, la mobilitazione degli olivicoltori prosegue dopo le numerose manifestazioni svoltesi dall’inizio di ottobre.

Il presidio sulla provinciale 231, nell’area di Corato, risultava ancora segnalato il 27 ottobre. La protesta coinvolge produttori di olive, operatori della filiera olearia e autotrasportatori.

Le principali rivendicazioni riguardano il crollo del prezzo dell’olio extravergine, il costo del gasolio e la redditività della raccolta.

I manifestanti chiedono interventi straordinari per sostenere l’olivicoltura, maggiore trasparenza sulle importazioni e controlli più incisivi sulla commercializzazione dell’olio.

La contestazione assume particolare rilievo per l’economia olivicola pugliese, considerata la centralità del territorio nella produzione nazionale. Non risulta però verificata una nuova grande manifestazione a Corato nella giornata del 28 ottobre: il dato disponibile riguarda la prosecuzione della mobilitazione precedente.

Bitonto e le altre città pugliesi: i precedenti della settimana scorsa

Le proteste di Corato si inseriscono in un quadro più ampio che, nei giorni precedenti, ha interessato anche Bitonto, Trani, Andria, Poggio Imperiale, San Severo e Candela.

A Bitonto, il 21 ottobre, sono stati segnalati fermi di mezzi adibiti al trasporto dell’olio. Nella stessa giornata erano attivi presidi a Corato e Poggio Imperiale, mentre difficoltà nella circolazione delle merci venivano segnalate in altre aree del Foggiano.

L’incidenza delle manifestazioni sulla filiera agroalimentare ha riguardato anche la movimentazione di prodotti ortofrutticoli e altre merci.

Si tratta, tuttavia, di episodi documentati principalmente nella settimana dal 19 al 25 ottobre, da distinguere dai presidi segnalati ancora attivi nella settimana in corso.

Calabria: dai presidi di Falerna e San Marco Argentano alla manifestazione annunciata a Cosenza

Falerna, Pizzo, Castrovillari e San Marco Argentano: la protesta continua

In Calabria la mobilitazione degli agricoltori prosegue su più fronti, dopo le iniziative che nelle settimane precedenti hanno interessato il Cosentino, il Lametino e il Vibonese.

Tra i principali punti di protesta figurano Falerna, Pizzo, Castrovillari, San Marco Argentano e Spezzano Albanese.

Una conferma della prosecuzione della vertenza arriva dalla comunicazione diffusa il 27 ottobre dal Movimento Territorio Agricoltura (MTA), che ha annunciato la partecipazione alla manifestazione regionale prevista a Cosenza venerdì 30 ottobre.

Secondo il movimento, nel capoluogo confluiranno partecipanti provenienti dai presidi di Falerna, Pizzo, Spezzano Albanese, Castrovillari e San Marco Argentano.

Le rivendicazioni riguardano l’aumento del prezzo del gasolio, i costi dei fattori produttivi e le condizioni economiche imposte lungo la filiera commerciale.

La protesta è destinata quindi a convergere in una nuova iniziativa regionale, collegata allo sciopero generale promosso da USB. L’appuntamento è annunciato a Cosenza, a partire dalle ore 9 del 30 ottobre: alla data di pubblicazione non si tratta ancora di una manifestazione svolta.

Il caro gasolio calabrese arriva anche in Parlamento

La vertenza agricola calabrese è approdata anche in Parlamento.

Nel resoconto della seduta del Senato del 27 ottobre compare un’interrogazione che richiama esplicitamente le proteste registrate a San Marco Argentano, Spezzano Albanese, Lamezia Terme, Vibo Marina, Castrovillari e Falerna.

Nel documento si evidenzia come, secondo dati attribuiti a Coldiretti, il prezzo del gasolio agricolo sia passato da 0,85 a 1,62 euro al litro rispetto a febbraio 2026, con ulteriori rincari dei fertilizzanti, dell’energia e degli altri fattori produttivi.

L’interrogazione documenta quindi l’attenzione istituzionale verso la protesta, senza rappresentare di per sé la soluzione delle criticità sollevate dagli agricoltori.

Le principali mobilitazioni dal 26 al 28 ottobre 2026

Data Località Situazione documentata
26 ottobre Foiano della Chiana (AR) Nuovo presidio con trattori e Tir
27 ottobre Corato (BA) Presidio olivicolo ancora segnalato
27 ottobre Gela (CL) Prosecuzione di un presidio precedente
27 ottobre Cammarata (AG) Presidio al bivio Tumarrano
27 ottobre Calabria Annunciata la convergenza dei presidi su Cosenza
28 ottobre Ribera (AG) Sit-in degli agricoltori sulla SS115
28 ottobre Battipaglia–Salerno Corteo di trattori e iniziativa in Prefettura
28 ottobre Casal di Principe–Caserta Corteo e consegna delle rivendicazioni

La crisi agricola non riguarda soltanto il prezzo del gasolio

Il caro carburante rappresenta uno dei principali elementi di mobilitazione, ma le proteste delle ultime settimane mettono in evidenza criticità più strutturali.

Per l’olivicoltura, in particolare, il problema riguarda la distanza tra i costi sostenuti per produrre olive e olio extravergine e i prezzi riconosciuti dal mercato.

Alla richiesta di carburanti meno costosi si accompagnano quindi proposte di riconoscimento dello stato di crisi, sostegni finanziari alle imprese, interventi contro le pratiche commerciali sleali e rafforzamento della tracciabilità.

Le proteste della Campania evidenziano anche il tema dell’indebitamento agricolo, mentre quelle siciliane richiamano i costi dell’irrigazione e la debolezza dei prezzi riconosciuti alle produzioni ortofrutticole.

Sono questioni che richiedono strumenti differenti: le agevolazioni sul carburante possono alleggerire una voce di spesa, ma non risolvono automaticamente lo squilibrio tra costi di produzione e ricavi.

Dalle prime proteste di ottobre alla mobilitazione nazionale

La nuova ondata di manifestazioni rappresenta la prosecuzione di un movimento che ha cominciato a organizzarsi già all’inizio del mese.

Il 5 ottobre Olio-Extra-Vergine.it aveva documentato l’annuncio delle proteste in sei regioni del Sud da parte di Orgoglio Olivicolo.

Da allora la testata ha seguito le iniziative degli agricoltori in Puglia, Calabria e Sicilia, ricostruendone cause, richieste e conseguenze economiche.

La successione delle proteste e la loro progressiva estensione sono state approfondite anche nell’articolo «Proteste degli agricoltori, l’attenzione dei TG nazionali arriva tardi».

Le mobilitazioni del 26, 27 e 28 ottobre confermano che la protesta non si è esaurita dopo i primi incontri istituzionali e gli interventi governativi sui carburanti.

Al contrario, l’arrivo dei trattori in Toscana e i nuovi cortei in Campania dimostrano che le rivendicazioni continuano a coinvolgere territori e comparti differenti.

La prossima scadenza annunciata è quella del 30 ottobre a Cosenza, mentre rimane aperta la questione più rilevante per il mondo agricolo: garantire che i prezzi riconosciuti ai produttori consentano alle imprese di coprire i costi e mantenere un margine economico sostenibile.

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