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Si scrive Olio Extravergine di Oliva oppure Olio Extra Vergine di Oliva?

Olio Extravergine di Oliva oppure Olio Extra Vergine di Oliva? A volte le due forme sono usate indistintamente, eppure una è formalmente corretta, l’altra no.

La forma corretta e ufficiale secondo la normativa italiana ed europea è “olio extra vergine di oliva”, con “extra” separato da “vergine”.

Secondo il Regolamento (CE) n. 2568/91 e successivi aggiornamenti, che stabiliscono le caratteristiche degli oli di oliva e dei metodi di analisi pertinenti, la denominazione corretta è “olio extra vergine di oliva”, con “extra” e “vergine” separati da uno spazio.
Questo regolamento definisce le categorie di oli di oliva e di sansa di oliva, nonché i metodi di analisi pertinenti che devono essere utilizzati dalle autorità di controllo degli Stati membri e prevede norme in materia di etichettatura e imballaggio.

Del resto, nella lingua italiana, gli aggettivi qualificativi che intensificano altri aggettivi o sostantivi spesso restano separati, secondo le regole grammaticali ufficiali:

Vergine: in riferimento all’olio, significa che è ottenuto direttamente dalle olive e solo mediante procedimenti meccanici, senza trattamenti chimici o raffinazioni.

Extra: è un aggettivo che qualifica ulteriormente “vergine”, indicando la massima qualità: acidità molto bassa (≤ 0,8%), aroma e gusto ottimali.

Il Vocabolario degli Accademici della Crusca (edizione digitale) registra la forma separata “extra vergine” come corretta.

La forma “extravergine” scritta tutta insieme è invece una variante colloquiale, spesso usata non correttamente, e non ufficiale dal punto di vista legislativo.
In italiano, la fusione “extravergine” sarebbe un neologismo improprio, perché non segue le regole di formazione degli aggettivi composti.
La separazione che vi è fin dall’origine, rispetta la logica sintattica: extra (aggettivo) + vergine (aggettivo qualificativo).

Aspetto Extra vergine Extravergine
Forma Separato: “extra” (aggettivo) + “vergine” (aggettivo) Unito in un unico termine
Correttezza linguistica Corretta secondo la grammatica italiana: l’aggettivo “extra” qualifica “vergine” Non conforme alle regole grammaticali italiane; neologismo improprio
Normativa europea Conforme al Regolamento CE 2568/91 e successive modifiche; forma ufficiale per etichettatura e classificazione Non riconosciuta dalla normativa; uso colloquiale
Normativa italiana Forma ufficiale riportata nelle leggi italiane che recepiscono la normativa europea Non prevista per l’etichettatura ufficiale
Diffusione Uso tecnico, scientifico e normativo; presente in etichette e documenti ufficiali Diffusa nel linguaggio scritto colloquiale; talvolta nei packaging, ma non corretta formalmente
Significato “Extra” indica qualità massima, “vergine” indica olio ottenuto solo con procedimenti meccanici e senza raffinazioni Stesso significato, ma forma unita rischia di confondere, apparire meno rigorosa, sicuramente poco professionale

Calogero Dimino

Calogero Dimino

Calogero Dimino è laureato in Comunicazione con specializzazione in marketing e ha maturato esperienza professionale nel product management e nella comunicazione digitale, lavorando sia in media company internazionali sia in importanti realtà editoriali italiane. Oggi è imprenditore agricolo e produttore di olio extra vergine di oliva in Sicilia, dove si occupa direttamente di olivicoltura, qualità, produzione e valorizzazione del prodotto. È inoltre assaggiatore di olio di oliva riconosciuto ai sensi della normativa nazionale. Editore di Olio-Extra-Vergine.it, ne cura articoli e approfondimenti dedicati a mercato, prezzi, qualità, produzione, normativa, tecniche colturali e cultura dell’olio, con particolare attenzione al rapporto tra informazione, esperienza sul campo e fonti di settore.

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