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Dopo pasta e pizza, l’olio EVO è il prodotto più acquistato dagli italiani

L’olio extravergine di oliva si conferma uno dei pilastri della cultura gastronomica italiana. Secondo i risultati della nuova Consumer Survey realizzata da Nomisma per SOL Expo e presentata in occasione dell’edizione 2026 del Salone organizzato da Veronafiere, l’EVO è oggi il terzo prodotto più rappresentativo della tavola tricolore, preceduto soltanto da due icone assolute della cucina nazionale come pasta e pizza e persino davanti al vino, da sempre simbolo dell’identità alimentare italiana.

Il dato evidenzia quanto l’olio extravergine non sia più percepito soltanto come un semplice condimento, ma come un elemento identitario della dieta mediterranea e della cultura alimentare del Paese. Un intervistato su due lo indica infatti tra i prodotti simbolo della tavola italiana, confermando il ruolo centrale che l’EVO continua a svolgere nelle abitudini quotidiane delle famiglie.

Un ingrediente presente quasi in ogni casa

La diffusione dell’olio extravergine di oliva nelle abitudini di consumo degli italiani è quasi totale. Secondo l’indagine, il prodotto è presente nel 96% dei carrelli della spesa, un dato che testimonia quanto sia ormai considerato un ingrediente irrinunciabile nella preparazione dei piatti quotidiani.

Non si tratta soltanto di una questione di tradizione culinaria. Negli ultimi anni, infatti, l’olio EVO è sempre più associato a un modello alimentare orientato alla qualità, al benessere e alla valorizzazione delle produzioni territoriali. La crescente attenzione verso stili di vita sani e sostenibili ha rafforzato la percezione dell’olio extravergine come alimento funzionale, capace di coniugare gusto e benefici nutrizionali.

Questa evoluzione nella percezione del prodotto è legata anche alla diffusione di informazioni sui suoi effetti positivi per la salute. Ricco di polifenoli e grassi monoinsaturi, l’olio extravergine è oggi sempre più considerato un vero e proprio “superalimento naturale”, in grado di contribuire al benessere dell’organismo e alla prevenzione di diverse patologie.

Il profilo del consumatore più assiduo

La ricerca delinea anche il profilo del consumatore italiano più attento all’acquisto di olio extravergine. Si tratta prevalentemente di persone con più di 45 anni, leggermente più spesso donne, con figli e residenti nel Sud Italia.

Questo target mostra un approccio al consumo che unisce diverse dimensioni: attenzione alla sostenibilità, ricerca del piacere gastronomico e forte legame con il territorio. In altre parole, l’acquisto dell’olio extravergine non risponde soltanto a una necessità alimentare, ma rappresenta una scelta consapevole che riflette valori culturali, ambientali e identitari.

Il consumatore tipo dell’EVO appare dunque sempre più informato e selettivo. La qualità del prodotto, la sua provenienza e il metodo di produzione diventano elementi decisivi nel processo di scelta.

L’importanza dell’origine e delle denominazioni

Tra i fattori che influenzano maggiormente l’acquisto emerge con forza il tema dell’origine. Per oltre la metà degli intervistati conoscere la provenienza dell’olio rappresenta un criterio determinante nella scelta.

In questo contesto assumono un ruolo crescente i marchi di qualità legati alle denominazioni di origine, come le certificazioni DOP e IGP, percepite come garanzia di autenticità, tracciabilità e legame con il territorio. Questi marchi non solo rafforzano la fiducia dei consumatori, ma contribuiscono anche a valorizzare le produzioni locali e le tradizioni olivicole delle diverse regioni italiane.

Accanto all’origine, cresce inoltre l’attenzione verso le proprietà salutistiche del prodotto. Sempre più consumatori scelgono l’olio extravergine non soltanto per il gusto o per la tradizione culinaria, ma anche per i suoi benefici nutrizionali.

Un patrimonio culturale e produttivo

Il successo dell’olio extravergine di oliva nella percezione dei consumatori riflette anche l’importanza economica e culturale del settore olivicolo italiano. L’Italia è infatti uno dei principali produttori mondiali di olio di qualità e vanta una straordinaria biodiversità varietale, con centinaia di cultivar distribuite lungo tutta la penisola.

Questo patrimonio agricolo rappresenta una risorsa strategica non solo per il settore agroalimentare, ma anche per la valorizzazione dei territori rurali e per la promozione dell’immagine del Made in Italy nel mondo.

In un contesto globale in cui i consumatori sono sempre più attenti alla qualità, alla sostenibilità e alla provenienza degli alimenti, l’olio extravergine di oliva appare destinato a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo di protagonista nella dieta mediterranea e nell’identità gastronomica italiana.

La fotografia scattata dalla Consumer Survey di Nomisma conferma dunque una tendenza chiara: l’EVO non è soltanto un prodotto agricolo, ma un simbolo culturale, nutrizionale e territoriale che continua a occupare un posto centrale nelle scelte e nelle abitudini alimentari degli italiani.