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Raccolta olive e nuova formazione obbligatoria 2026: cosa cambia per le aziende agricole

Nel settore agricolo è frequente trovarsi nella necessità di assumere lavoratori anche all’ultimo momento. Può accadere per l’arrivo improvviso della maturazione, per condizioni meteorologiche favorevoli da sfruttare subito, per il rischio di pioggia o vento, oppure per la semplice mancanza di personale disponibile.

Tuttavia, con il nuovo quadro sulla formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro, le aziende agricole dovranno organizzarsi con maggiore anticipo.

Dal 2026, infatti, diventa ancora più importante verificare che i lavoratori agricoli siano correttamente formati prima di essere impiegati nelle attività di raccolta. Questo riguarda in modo particolare le aziende olivicole che, durante la campagna olearia, hanno bisogno urgente di personale stagionale.

La base è l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025, che disciplina durata, contenuti minimi e modalità della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

Non è una norma “solo agricola”. È un riordino generale della formazione sicurezza per lavoratori, datori di lavoro, dirigenti, preposti, RSPP/ASPP, operatori di attrezzature ecc. L’agricoltura però è molto coinvolta perché usa spesso manodopera stagionale, inserimenti rapidi, trattori, macchine agricole, fitofarmaci, movimentazione carichi, rischio caldo, cadute, serre, campi e attività con rischi specifici.

Il problema delle assunzioni all’ultimo momento

Per molte aziende olivicole produttrici di olive o di olio extra vergine di oliva, il vero problema sarà organizzativo. Se la manodopera viene cercata solo quando la raccolta è già iniziata, può diventare difficile verificare attestati, completare eventuali corsi, consegnare DPI, effettuare l’addestramento e documentare tutto correttamente.

Il rischio è di avere persone disponibili, ma non immediatamente utilizzabili.

Per evitare blocchi o ritardi, le aziende dovrebbero iniziare a programmare la campagna con anticipo, creando una lista di lavoratori stagionali già formati o da formare prima dell’inizio della raccolta.

La raccolta olive non è un’attività priva di rischi

Spesso la raccolta delle olive viene considerata un’attività semplice, soprattutto quando avviene manualmente o con piccoli agevolatori. In realtà, anche questa fase comporta diversi rischi.

Tra i principali si possono ricordare:

  • cadute su terreni sconnessi o scivolosi;
  • uso di scale o attrezzature per raggiungere i rami più alti;
  • movimentazione manuale di cassette, sacchi e reti;
  • utilizzo di abbacchiatori elettrici, pneumatici o a batteria;
  • rischio di urti, tagli o lesioni agli occhi;
  • esposizione a rumore e vibrazioni;
  • presenza di trattori, rimorchi e mezzi agricoli;
  • lavoro all’aperto con freddo, pioggia, caldo o vento;
  • affaticamento fisico dovuto a giornate intense e ripetitive.

Per questo motivo, prima dell’inizio dell’attività, ogni lavoratore dovrebbe ricevere indicazioni chiare sui rischi specifici della raccolta, sulle corrette modalità operative, sui dispositivi di protezione individuale da utilizzare e sui comportamenti da adottare in caso di emergenza.

Chi può essere impiegato subito?

La situazione più semplice è quella del lavoratore che possiede già attestati di formazione validi e coerenti con la mansione agricola da svolgere. In questo caso l’azienda può inserirlo più rapidamente, dopo aver verificato la documentazione e aver fornito le istruzioni specifiche relative alla propria realtà aziendale.

Diverso è il caso di un lavoratore senza formazione o con formazione non coerente. In questa ipotesi l’azienda non dovrebbe mandarlo direttamente in campo, ma dovrebbe prima provvedere agli adempimenti necessari.

È importante distinguere le mansioni. Un lavoratore destinato alla raccolta manuale non ha gli stessi requisiti di chi deve guidare un trattore, usare uno scuotitore, manovrare macchine agricole o utilizzare attrezzature più complesse. L’esperienza pratica, da sola, non sostituisce la formazione obbligatoria quando la normativa richiede un percorso specifico.

Cosa dovrebbe fare un’azienda agricola prima della raccolta

Una buona organizzazione può ridurre molti problemi. Prima dell’avvio della campagna olivicola, l’azienda dovrebbe predisporre una procedura semplice ma chiara.

In particolare, sarebbe opportuno:

  • individuare le mansioni necessarie per la raccolta;
  • distinguere chi farà raccolta manuale, chi userà agevolatori e chi guiderà mezzi agricoli;
  • controllare gli attestati dei lavoratori già conosciuti;
  • programmare la formazione per i nuovi stagionali;
  • preparare istruzioni operative specifiche per la raccolta olive;
  • consegnare e registrare i dispositivi di protezione individuale;
  • documentare l’addestramento pratico all’uso di attrezzi e attrezzature;
  • conservare firme, attestati e registri in azienda.

Anche una piccola scheda individuale per ogni lavoratore può essere molto utile. La scheda dovrebbe indicare nome, mansione, data di inizio, formazione posseduta, DPI consegnati, istruzioni ricevute e attrezzature eventualmente autorizzate.