Press ESC to close

Prezzo Olio di Oliva aggiornato al 23 giugno 2026

Prezzi dell’olio extravergine in Italia: mercato diviso tra Sud in calo e DOP del Centro-Nord oltre i 15 euro al chilo

SUD ITALIA
Il mercato italiano dell’olio d’oliva continua a mostrare forti differenze territoriali. Le ultime rilevazioni dei prezzi puntuali all’origine, riferite alla seconda metà di giugno 2026, confermano un quadro nazionale frammentato: in alcune piazze del Sud l’extravergine registra cali significativi, mentre diverse produzioni DOP e IGP del Centro-Nord mantengono quotazioni stabili e molto più elevate.

Il dato più evidente è la distanza tra le aree produttive. In Puglia, una delle principali regioni olivicole italiane, l’olio extravergine di oliva viene rilevato su valori compresi tra 4,80 e 5,65 euro al chilo. A Brindisi, Lecce e Taranto il prezzo si attesta a 4,80 euro al chilo, con una flessione del 4% rispetto alla settimana precedente. A Foggia l’extravergine scende a 5,15 euro al chilo, segnando un calo del 7,2%, mentre a Bari si ferma a 5,65 euro al chilo, in diminuzione del 5%.

Anche alcune denominazioni pugliesi risultano in ribasso. Il DOP Terra di Bari viene quotato a 6,55 euro al chilo, con una variazione negativa dello 0,8%, mentre il DOP Dauno, sulla piazza di Foggia, scende a 5,90 euro al chilo, con un calo del 2,5%.

Diverso il quadro in Sicilia, dove i prezzi appaiono più sostenuti, pur in presenza di flessioni. A Palermo l’olio extravergine di oliva viene rilevato a 7,65 euro al chilo, in calo del 3,2%. A Trapani l’extravergine si colloca a 7,70 euro al chilo, con una diminuzione del 2,5%, mentre il DOP Valli Trapanesi viene quotato a 7,75 euro al chilo, in calo del 4,3%. Sempre a 7,75 euro al chilo si attesta il DOP Val di Mazara, rilevato sulla piazza di Palermo, anch’esso con una variazione negativa del 4,3%.

La Sicilia presenta però differenze interne rilevanti. A Ragusa l’olio extravergine raggiunge 10,70 euro al chilo, pur con una lieve flessione dell’1,8%. Il dato ragusano si avvicina così alle quotazioni di alcune aree del Centro Italia e mostra come il mercato dell’olio non possa essere letto soltanto su base regionale: la piazza, la disponibilità di prodotto, la reputazione commerciale e la qualità percepita incidono in modo determinante sul prezzo.

CENTRO ITALIA
Nel Centro Italia le quotazioni risultano generalmente più alte e stabili. A Chieti e Pescara l’olio extravergine viene rilevato a 11,50 euro al chilo, senza variazioni rispetto alla settimana precedente. Sempre in Abruzzo, il DOP Colline Teatine e il DOP Aprutino Pescarese si collocano anch’essi a 11,50 euro al chilo. In Umbria, il DOP Umbria raggiunge 12,30 euro al chilo, mentre l’IGP Toscano, rilevato a Siena, si attesta a 12 euro al chilo. Il DOP Canino, sulla piazza di Viterbo, viene quotato a 10,50 euro al chilo.

Ancora più marcato è il posizionamento di alcune denominazioni del Centro-Nord. Il DOP Chianti Classico, rilevato a Firenze, raggiunge 16 euro al chilo. Il DOP Garda, sulla piazza di Verona, si colloca a 15 euro al chilo. In Liguria, il DOP Riviera Ligure e il DOP Riviera dei Fiori vengono entrambi quotati a 14 euro al chilo. Il valore più alto tra le rilevazioni considerate è quello del DOP Brisighella, a Ravenna, che raggiunge 21,50 euro al chilo.

Il quadro nazionale mette quindi in evidenza almeno tre fasce di mercato. La prima comprende le produzioni DOP ad alto valore, soprattutto del Centro-Nord, con prezzi compresi tra 14 e oltre 21 euro al chilo. La seconda fascia include alcune piazze del Centro Italia e della Sicilia sud-orientale, dove l’extravergine si muove tra 10 e 12,30 euro al chilo. La terza fascia riguarda diverse piazze meridionali, in particolare pugliesi, dove l’extravergine si colloca tra 4,80 e 5,65 euro al chilo.

Accanto all’extravergine, le rilevazioni mostrano anche la distanza con le altre categorie merceologiche. Nelle piazze di Brindisi, Lecce e Taranto, l’olio vergine viene quotato a 3,50 euro al chilo, mentre il lampante si ferma a 3 euro. A Gioia Tauro, in Calabria, l’olio lampante viene rilevato a 2,70 euro al chilo. Il differenziale conferma il ruolo decisivo della qualità merceologica nella formazione del prezzo.

Tutte le rilevazioni riportano la condizione di vendita “franco azienda”. Questo significa che si tratta di prezzi all’origine, riferiti al prodotto venduto presso l’azienda, senza includere i costi successivi di trasporto, confezionamento, distribuzione, commercializzazione e vendita al dettaglio. È un elemento fondamentale per interpretare correttamente i dati: il prezzo al consumatore finale non può essere confrontato direttamente con il prezzo all’origine.

Il divario tra le varie aree italiane non dipende da un solo fattore. Incidono la quantità di prodotto disponibile, l’andamento della campagna olearia, i costi di produzione, la forza commerciale delle denominazioni, la reputazione territoriale, la dimensione delle partite vendute e la capacità di valorizzare il prodotto sui mercati nazionali ed esteri.

Per i produttori, il calo registrato in diverse piazze meridionali rappresenta un segnale da monitorare con attenzione. I costi agricoli restano elevati e una riduzione dei prezzi all’origine può comprimere i margini, soprattutto per le aziende che lavorano su qualità, raccolta tempestiva, molitura rapida, conservazione corretta e tracciabilità.

Per i consumatori, invece, questi dati aiutano a comprendere perché non esista un unico prezzo dell’olio extravergine italiano. Un olio venduto all’origine a meno di 5 euro al chilo e una DOP quotata oltre 15 o 20 euro al chilo appartengono a segmenti di mercato profondamente diversi. Origine, qualità, denominazione, disponibilità e reputazione territoriale incidono in modo diretto sul valore finale del prodotto.

La fotografia di giugno 2026 mostra dunque un mercato dell’olio extravergine italiano diviso: da una parte le grandi aree produttive del Sud, dove le quotazioni risultano in calo; dall’altra le denominazioni del Centro-Nord, che mantengono prezzi elevati e stabili. In mezzo, alcune piazze del Centro e della Sicilia mostrano valori intermedi, confermando la complessità di un comparto in cui il prezzo è il risultato di molte variabili.

La sfida per l’olivicoltura italiana sarà rafforzare la capacità di distinguere il prodotto di qualità, valorizzare le identità territoriali e spiegare meglio al consumatore cosa si nasconde dietro il prezzo di una bottiglia di olio extravergine. Perché il valore dell’olio non si misura soltanto al chilo, ma anche nella storia agricola, nella cura della filiera e nella credibilità del territorio che lo produce.

Piazza Data Prodotto Prezzo Var. su sett. prec. Condizione di vendita
Palermo 23-06-26 Olio extravergine di oliva – ns – n.s. 7,65 €/Kg -3,2%vardw Franco azienda
Trapani 23-06-26 Olio dop – Valli Trapanesi – n.s. 7,75 €/Kg -4,3%vardw Franco azienda
Trapani 23-06-26 Olio extravergine di oliva – ns – n.s. 7,70 €/Kg -2,5%vardw Franco azienda
Firenze 22-06-26 Olio dop – Chianti Classico – n.s. 16,00 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Palermo 22-06-26 Olio dop – Val di Mazara – n.s. 7,75 €/Kg -4,3%vardw Franco azienda
Perugia 22-06-26 Olio dop – Umbria – n.s. 12,30 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Siena 22-06-26 Olio Igp – Igp Toscano – n.s. 12,00 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Viterbo 22-06-26 Olio dop – Canino – n.s. 10,50 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Chieti 19-06-26 Olio extravergine di oliva – ns – n.s. 11,50 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Brindisi 18-06-26 Olio extravergine di oliva – ns – n.s. 4,80 €/Kg -4,0%vardw Franco azienda
Brindisi 18-06-26 Olio lampante di oliva – ns – n.s. 3,00 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Brindisi 18-06-26 Olio vergine di oliva – ns – n.s. 3,50 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Foggia 18-06-26 Olio extravergine di oliva – ns – n.s. 5,15 €/Kg -7,2%vardw Franco azienda
Gioia Tauro (RC) 18-06-26 Olio lampante di oliva – ns – n.s. 2,70 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Lecce 18-06-26 Olio extravergine di oliva – ns – n.s. 4,80 €/Kg -4,0%vardw Franco azienda
Lecce 18-06-26 Olio lampante di oliva – ns – n.s. 3,00 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Lecce 18-06-26 Olio vergine di oliva – ns – n.s. 3,50 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Taranto 18-06-26 Olio extravergine di oliva – ns – n.s. 4,80 €/Kg -4,0%vardw Franco azienda
Taranto 18-06-26 Olio lampante di oliva – ns – n.s. 3,00 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Taranto 18-06-26 Olio vergine di oliva – ns – n.s. 3,50 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Imperia 17-06-26 Olio dop – Riviera Ligure – n.s. 14,00 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Verona 17-06-26 Olio dop – Garda – n.s. 15,00 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Ragusa 16-06-26 Olio extravergine di oliva – ns – n.s. 10,70 €/Kg -1,8%vardw Franco azienda
Bari 15-06-26 Olio dop – Terra di Bari – n.s. 6,55 €/Kg -0,8%vardw Franco azienda
Bari 15-06-26 Olio extravergine di oliva – ns – n.s. 5,65 €/Kg -5,0%vardw Franco azienda
Chieti 15-06-26 Olio dop – Colline teatine – n.s. 11,50 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Foggia 15-06-26 Olio dop – Dauno – n.s. 5,90 €/Kg -2,5%vardw Franco azienda
Gioia Tauro (RC) 15-06-26 Olio dop – Bruzio – n.s. 7,00 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Gioia Tauro (RC) 15-06-26 Olio dop – Lametia – n.s. 7,10 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Imperia 15-06-26 Olio dop – Riviera dei fiori – n.s. 14,00 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Pescara 15-06-26 Olio dop – Aprutino Pescarese – n.s. 11,50 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Pescara 15-06-26 Olio extravergine di oliva – ns – n.s. 11,50 €/Kg 0,0%novar Franco azienda
Ravenna 15-06-26 Olio dop – Brisighella – n.s. 21,50 €/Kg 0,0%novar Franco azienda