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L’olivo nei romanzi di Camilleri

In un’intervista citata da un articolo su cucina e identità mediterranea, Camilleri racconta:

«…quando si tocca questo argomento, per esempio, l’olivo, l’olio, tutta la mia infanzia è stata vissuta attraverso, dentro foreste di olivi saraceni…»

Qui Camilleri riflette sull’importanza dell’“olivo/olio” come memoria, radice identitaria e legame con la Sicilia, ma nel contesto della cucina legata ai suoi personaggi (il commissario Salvo Montalbano, la cuoca Adelina, la nonna, la famiglia) ricorrono descrizioni di piatti che naturalmente richiedono olio d’oliva — per esempio il pane cunzato o le ricette siciliane della tradizione.

Nel racconto della cucina personale dell’autore — la sua infanzia, il “pane cunzato” con olio, pepe e pecorino — Camilleri riferiva che questi erano sapori della casa di campagna di Porto Empedocle, la sua Sicilia, radicati nella famiglia e nella tradizione.

Nei suoi racconti culinari (e nelle ricette descritte nelle sue opere o citate dagli articoli sulla sua cucina), il gesto del friggere gli arancini viene descritto con olio “bollente”:

“Tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d’oro vecchio.”

Riportiamo, adesso, citazioni più precise.

 

Un mese con Montalbano  –  ( 1998 )

“Aglio, oglio, pummadoro, sale, pepe, pinoli, olive nere di Gaeta, uvetta sultanina, prezzemolo e fettine di pane abbrustolito”.

 

La gita a Tindari – ( 2000 )

«C’era, proprio a mezza strata tra i due paìsi … allato aveva un enorme ulivo saraceno che la sua para di centinaia d’anni sicuramente li teneva.»

«Pareva un àrbolo finto, di teatro, nisciùto dalla fantasia di un Gustavo Doré … I rami più bassi strisciavano e si contorcevano terra terra … rami d’ulivo …»

«Montalbano, quando non aveva gana d’aria di mare, sostituiva la passiata … con la visita all’àrbolo d’ulivo. Assittato a cavasè sopra uno dei rami bassi … principiava a ragionare …».

“allato aveva un enorme ulivo saraceno …”

“Il grande aulivo saraceno era davanti a lui, agonizzante …”

 

La stagione della caccia –  (1992)

«La casa stava su una collinetta fitta di ulivi saraceni e da certe sue finestre si vedeva la lontana linea del mare»

 

Il cane di terracotta – (1996)

“La casuzza a un piano, una càmmara sotto e una sopra, stava proprio in pizzo alla collinetta, seminascosta da quattro enormi ulivi saraceni che la circondavano quasi per intero” e “Torno torno ci sono ulivi saraceni”.