
Il fu Mattia Pascal
Romanzo (1904)
Citiamo alcuni estratti
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– Col bujo che ci fa?
– Bujo? Bujo per lei! Provi ad accendervi una lampadina di fede, con l’olio puro dell’anima. Se questa lampadina manca, noi ci aggiriamo qua, nella vita, come tanti ciechi, con tutta la luce elettrica che abbiamo inventato! Sta bene, benissimo, per la vita, la lampadina elettrica; ma noi, caro signor Meis, abbiamo anche bisogno di quell’altra che ci faccia un po’ di luce per la morte. Guardi, io provo anche, certe sere, ad accendere un certo lanternino col vetro rosso; bisogna ingegnarsi in tutti i modi, tentar comunque di vedere. Per ora, mio genero Terenzio è a Napoli. Tornerà fra qual- che mese, e allora la inviterò ad assistere a qualche nostra modesta sedutina, se vuole. E chi sa che quel lanternino
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( l’oliva utilizzata come nome proprio )
La figlia di Pietro Salvoni, nostro fattore a Due Riviere, io la conoscevo bene, da ragazza Oliva.
Per cagion sua, quante speranze non feci concepir alla mamma: ch’io stessi cioè per metter senno e prender gusto alla campagna. Non capiva più nei panni, dalla consolazione, poveretta! Ma un giorno la terribile zia Scolastica le aprì gli occhi:
– E non vedi, sciocca, che va sempre a Due Riviere?
– Sì, per il raccolto delle olive.
–D’un’oliva, d’un’oliva, d’un’oliva sola, bietolona! La mamma allora mi fece una ramanzina coi fiocchi:
che mi guardassi bene dal commettere il peccato mortale d’indurre in tentazione e di perdere per sempre
una povera ragazza, ecc., ecc.
Ma non c’era pericolo. Oliva era onesta, di una onestà incrollabile, perché radicata nella coscienza del male che si sarebbe fatto, cedendo.
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Ma come, signor Meis, se alla lampa nostra manca l’olio sacro che alimentava quella del Poeta? Molti an- cora vanno nelle chiese per provvedere dell’alimento necessario le loro lanternucce. Sono, per lo più, poveri vecchi, povere donne, a cui mentì la vita, e che vanno innanzi, nel bujo dell’esistenza, con quel loro senti- mento acceso come una lampadina votiva, cui con trepida cura riparano dal gelido soffio degli ultimi disinganni, ché duri almeno accesa fin là, fino all’orlo fatale,
140 al quale s’affrettano, tenendo gli occhi intenti alla fiamma e pensando di continuo: «Dio mi vede!» per non udire i clamori della vita intorno, che suonano ai loro orecchi come tante bestemmie.
