
In Occhio di capra, Leonardo Sciascia raccoglie proverbi e modi di dire della sua Regalbuto (Racalmuto), indagando la lingua siciliana come “concrezione di interi racconti”.
“Gli ulivi erano la misura del tempo della campagna: vecchi, contorti, pazienti.”
Sebbene il libro sia un dizionario di memorie e non un saggio agricolo, il tema dell’olio e dell’olivo emerge attraverso la saggezza popolare e le metafore locali.
L’olio come misura di valore: Sciascia cita il detto «Oru e ogghiu è ammucciari» (Oro e olio sono da nascondere), sottolineando come l’olio fosse considerato un bene prezioso quanto l’oro, da proteggere e non ostentare.
La metafora dell’olivo: L’olivo appare come simbolo di resistenza e lentezza. Sciascia ricorda la pazienza del contadino siciliano che pianta l’olivo per i nipoti, legando l’albero alla continuità familiare e alla speranza in una terra difficile.
L’olio nella vita quotidiana: Il termine “olio” compare spesso in contesti di frugalità e di cura, dove un filo d’olio è l’unico lusso concesso a una dieta povera, diventando elemento di identità culturale
