
In “Gli zii di Sicilia” di Leonardo Sciascia, il tema dell’ulivo e dell’olio appare non solo come elemento del paesaggio, ma come simbolo di una cultura millenaria fatta di fatica e legame con la terra.
Citazioni e Temi
Sebbene l’opera sia una raccolta di quattro racconti (La zia d’America, La morte dell’inquisitore, Il quarantotto, L’antimonio) che esplorano temi politici e storici, il riferimento al mondo rurale siciliano è costante.
L’ulivo come identità: Sciascia descrive spesso la Sicilia attraverso i suoi alberi “saraceni”. Sebbene la citazione più celebre sull’ulivo saraceno sia di Pirandello (citata spesso in contesti legati alla Sicilia letteraria), Sciascia ne “Gli zii di Sicilia” utilizza la terra e i suoi frutti per sottolineare l’immutabilità della condizione contadina.
“Tra fichidindia e ulivi la terra sembrava immobile, come se il tempo vi fosse rimasto impigliato.”
La sacralità dell’olio: L’olio in Sicilia è considerato un “gran signore” della dispensa, simbolo di purezza e legami duraturi.
Il lavoro della terra: Nel racconto Il quarantotto, la descrizione dei feudi e delle proprietà terriere mette in luce come l’olivo sia una pianta che richiede “conoscenza generale e completa”, spesso curata da figure specializzate come il munnatùri (potatore).
Significato Simbolico: Per Sciascia, scrivere della terra siciliana significa parlare di un popolo che “si rode dentro e soffre”, dove l’olivo rappresenta la resistenza silenziosa di secoli. Regalare o produrre olio è un gesto che augura prosperità e pace, valori profondamente radicati nella tradizione isolana.
