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Prezzi olio extravergine settembre 2026: mercato stabile, sale il lampante

Alla vigilia della nuova campagna olearia 2026/27 il mercato dell’olio di oliva resta sostanzialmente stabile sul fronte dell’extravergine, mentre arrivano segnali di rialzo dal lampante. Le quotazioni italiane continuano però a mostrare forti differenze territoriali e restano superiori ai valori registrati sui principali mercati esteri.

Il mercato dell’olio di oliva si avvicina all’avvio della nuova campagna con quotazioni dell’extravergine sostanzialmente ferme e qualche segnale di maggiore vivacità per l’olio lampante.

È proprio quest’ultimo movimento a meritare attenzione: se dovesse consolidarsi nelle prossime settimane, il differenziale tra lampante ed extravergine potrebbe ridursi ulteriormente.

Le rilevazioni Ismea mostrano tuttavia un mercato tutt’altro che uniforme, con differenze importanti non soltanto tra Italia ed estero, ma anche tra le diverse piazze italiane.

Olio lampante: primi segnali di rialzo

Uno dei dati più evidenti arriva da Gioia Tauro, dove il 10 settembre l’olio lampante è stato rilevato a 2,70 euro/kg, con un aumento dell’8% rispetto alla settimana precedente.

Nello stesso periodo a Lecce e Taranto il lampante è rimasto invece fermo a 3,00 euro/kg. Il movimento rialzista, quindi, non interessa ancora in maniera omogenea tutte le principali piazze italiane.

Un segnale analogo arriva però anche dal mercato degli oli di provenienza estera. Nella seconda settimana di settembre Ismea rileva un prezzo medio all’ingrosso di 3,15 euro/kg per il lampante estero, in crescita dell’1,6% su base settimanale.

Il dato rimane comunque inferiore del 7,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Prezzi dell’olio extravergine: prevale la stabilità

Sul fronte dell’olio extravergine di oliva italiano il quadro appare invece molto più stabile.

In Puglia le ultime rilevazioni disponibili indicano 4,45 euro/kg a Foggia e 4,55 euro/kg a Bari, mentre Lecce e Taranto si attestano a 4,80 euro/kg. In tutti questi casi Ismea non segnala variazioni rispetto alla rilevazione precedente.

Ben diverso il quadro siciliano.

A Palermo e Trapani l’extravergine viene rilevato a 6,70 euro/kg, mentre a Ragusa la quotazione indicata da Ismea raggiunge 9,50 euro/kg.

Anche in questo caso le quotazioni risultano ferme rispetto alla settimana precedente.

Questi valori confermano quanto sia difficile parlare di un unico “prezzo dell’olio extravergine italiano”: origine geografica, disponibilità del prodotto, caratteristiche qualitative e dinamiche locali determinano differenze di diversi euro al chilogrammo tra una piazza e l’altra.

L’extravergine estero resta sotto i 4 euro al chilo

Il confronto con i principali Paesi produttori mediterranei continua a mostrare valori decisamente più bassi.

Nella seconda settimana di settembre 2026 Ismea indica per l’extravergine un prezzo medio di 3,67 euro/kg in Spagna, 3,88 euro/kg in Grecia e 3,63 euro/kg in Tunisia.

Rispetto allo stesso periodo del 2025, le quotazioni risultano rispettivamente inferiori del 14,9% in Spagna, del 19% in Grecia e del 13,2% in Tunisia.

Anche sul mercato italiano all’ingrosso l’extravergine di provenienza estera viaggia su valori analoghi: nella seconda settimana di settembre la media Ismea è pari a 3,74 euro/kg, praticamente stabile (+0,1%) rispetto alla settimana precedente ma inferiore del 16,6% su base annua.

A Roma, ad esempio, le rilevazioni del 14 settembre indicano 3,75 euro/kg per l’extravergine proveniente dall’Andalusia, 3,85 euro/kg per quello di Toledo e 3,90 euro/kg per l’olio greco.

Si restringe il divario tra extravergine e lampante

È proprio il confronto tra le diverse categorie a rendere interessante l’attuale fase di mercato.

Considerando gli oli di provenienza estera rilevati all’ingrosso da Ismea, l’extravergine si attesta mediamente a 3,74 euro/kg mentre il lampante raggiunge 3,15 euro/kg.

La distanza è quindi di circa 59 centesimi al chilogrammo.

Naturalmente lampante ed extravergine sono prodotti con caratteristiche e destinazioni commerciali differenti: l’olio lampante non può essere commercializzato direttamente al consumatore e deve essere sottoposto a raffinazione. Il semplice confronto tra i due prezzi non rappresenta quindi il costo finale dei prodotti destinati al mercato.

La dinamica resta comunque significativa perché un aumento del valore del lampante, a fronte della stabilità dell’extravergine, modifica gli equilibri economici lungo la filiera.

Ora gli occhi sono puntati sulle olive della nuova campagna

Il vero elemento di incertezza arriverà però con l’ingresso sul mercato delle olive della campagna olearia 2026/27.

Nelle prossime settimane diventeranno determinanti le prime quotazioni delle olive e dell’olio nuovo, insieme alle stime più precise sulle rese effettive nei principali territori produttivi.

La situazione italiana parte inoltre da un mercato caratterizzato da disponibilità ancora importanti di prodotto della precedente campagna e da una forte presenza di olio importato.

In questo scenario, l’avvio della raccolta potrebbe diventare il momento decisivo per capire se l’attuale stabilità dell’extravergine rappresenti un punto di equilibrio oppure soltanto una fase di attesa prima di un nuovo assestamento dei prezzi.

Per il momento il segnale è chiaro: l’extravergine non mostra ancora una ripartenza significativa, mentre il lampante comincia a recuperare terreno.

Ed è proprio l’evoluzione del rapporto tra queste due quotazioni, insieme al prezzo riconosciuto alle olive, che potrebbe fornire nelle prossime settimane le prime indicazioni sull’andamento economico della campagna olearia 2026/27.