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Olivo nella letteratura. Elenco autori siciliani

Luigi Pirandello (Agrigento, 1867)
L’olivo saraceno è una presenza simbolica nella sua immaginazione poetica e teatrale.
Appare nelle sue visioni, nei racconti autobiografici e nei ricordi della campagna agrigentina.
L’olivo per Pirandello è luogo di metamorfosi, simbolo della Sicilia originaria e arcaica.
È anche l’immagine centrale dell’interpretazione che ne dà Sciascia.

Leonardo Sciascia (Racalmuto, 1921)
Sciascia difendeva l’uso dell’olio d’oliva vero, forte, “di sapore vivo”, nelle ricette tradizionali.

Ne parla nel celebre saggio sull’olivo saraceno e sul simbolismo pirandelliano, in articoli e testi su tradizione, paesaggio e cucina siciliana, in alcune pagine di narrativa in cui compaiono paesaggi agrigentini con ulivi.

Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925)

Parla di olio numerose ricette presenti nel mondo di Montalbano: arancini, caponate, sarde a beccafico, pane cunzato (condito con olio d’oliva).

In interviste in cui ricorda la sua infanzia “fra ulivi saraceni”.

In descrizioni paesaggistiche ambientate nel territorio agrigentino.

La cucina siciliana nei romanzi di Camilleri è mediterranea, radicata nell’olio come ingrediente identitario.

 

Gesualdo Bufalino (Comiso, 1920)

Parla di olio nei suoi scritti memoriali e nelle descrizioni iblee compaiono spesso colline d’ulivi.

In Argo il cieco e in articoli su tradizioni rurali fa comparire ulivi come simboli di tempo, silenzio e luce.


Vitaliano Brancati (Pachino, 1907)

Parla di olio in pagine di narrativa ambientate nella campagna netina e modicana, dove gli ulivi appaiono come elementi del paesaggio morale siciliano.

Elio Vittorini (Siracusa, 1908)

In Conversazione in Sicilia e in racconti siciliani compaiono campi, agrumeti e anche ulivi come elementi del paesaggio dell’infanzia

Giovanni Verga (Catania, 1840)

In diversi racconti rurali (Nedda, La roba, Vita dei campi) compaiono ulivi e oliveti, descritti realisticamente come parte della vita contadina e dei contrasti sociali.

Federico De Roberto (Catania, 1861)

Ne I Viceré e in altri testi compaiono spesso proprietà terriere con uliveti, descritti come simbolo di ricchezza, rendita e potere.

Ignazio Buttitta (Bagheria, 1899)
In alcune poesie sulla Sicilia rurale compaiono ulivi, simbolo della terra e del lavoro.

La Sicilia contadina dell’olio e del pane è tema di diversi suoi componimenti.

Salvatore Quasimodo (Modica, 1901)

Celebre immagine in Strada di Agrigentum:
«lento tra il murmure d’ulivi saraceni»

Non ricorre spesso, ma l’unico caso è letterariamente potente.